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Acqua in Sicilia, il fenomeno colabrodo

In Sicilia, isola circondata dal mare, l’approvvigionamento idrico è sempre stato un tormento irrisolto. E, nonostante ciò, tanta acqua si disperde inutilizzata. Ecco il paradosso che emerge dal report pubblicato dall’Istat in occasione della ricorrenza della Giornata mondiale dell’acqua. Addirittura, secondo tale ricerca, tra le città siciliane si disperde più della metà dell’acqua immessa nelle reti. E il fenomeno “colabrodo” relega la Sicilia, insieme a Basilicata e Molise, al fondo della classifica sull’utilizzo ottimale delle risorse idriche, con un primato dello spreco: il 52 per cento dell’acqua introdotta negli acquedotti. E si tratta del doppio di quanta se ne spreca in Piemonte, al 28,5 per cento, e il triplo della Lombardia, che ha perdite del 18,3 per cento. Più nel dettaglio, secondo l’Istituto nazionale di statistica nelle condotte del Comune di Palermo l’acqua che raggiunge i destinatari, nonostante sia immessa in rete, sfiora il 55 per cento rispetto alla quantità in partenza. Tradotto in quantità, si tratta di 50 milioni di metri cubi d’acqua che si dissolvono nel nulla, a causa di tubature fatiscenti e impianti male funzionanti, e che, se utilizzati, potrebbero soddisfare il fabbisogno idrico dei cittadini di Catania e di Messina insieme. E con l’acqua che si disperde in tutti i nove capoluoghi siciliani – altro esempio che traccia più evidente la misura dello spreco – si potrebbero soddisfare le necessità idriche di Torino o Napoli. E tutto ciò è ancor più grave a fronte della condizione in cui versano i siciliani “che – come sottolinea l’Istat – sono, tra le regioni italiane, i cittadini che lamentano maggiormente un’erogazione irregolare dell’acqua nelle abitazioni.” E probabilmente è per tale ragione che i siciliani sono tra coloro che si fidano meno a bere l’acqua del rubinetto: non la beve il 57 per cento dei cittadini interrogati, a fronte della media nazionale che si attesta non oltre il 30 per cento. In conclusione, l’unica consolazione è il mare, che sempre acqua è. Secondo il dossier dell’Istat, in Sicilia le acque di balneazione con “qualità eccellente” sono aumentate dal 2013 al 2016 dal 76 all’85 per cento del totale.

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