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Amministrative in Sicilia, la riforma alle urne

In Sicilia 140 Comuni saranno al voto tra poco più di due mesi, per eleggere il consiglio comunale e il sindaco. Alle Amministrative 2017 debuttano parecchie novità frutto della riforma della legge in materia. Innanzitutto il cosiddetto “effetto trascinamento”: confermando il voto disgiunto, si potrà votare per un candidato sindaco e contemporaneamente per una lista non collegata allo stesso candidato sindaco. E se l’elettore non indicherà il voto per il candidato sindaco, il voto al consigliere, per trascinamento, si sommerà a quello del sindaco collegato alla lista. Ed è pertanto un sistema che favorisce i candidati sindaci che avranno più liste a sostegno della loro candidatura. E’immutato invece il premio di maggioranza: il candidato sindaco che vince al primo turno sarà premiato con il 60% dei seggi, ma le sue liste dovranno avere almeno il 40%. Al secondo turno, invece, il neo sindaco otterrà comunque il premio a meno che le altre liste coalizzate non abbiano almeno il 50%. Sarà dunque più difficile ottenere il premio al primo turno, e più facile che in passato ottenerlo al ballottaggio. Per il premio al ballottaggio, concorreranno solo le liste che hanno superato il 5%, e le altre saranno escluse dal conteggio. E, tra le novità approvate dalla riforma, un seggio sarà assegnato di diritto al miglior candidato sindaco sconfitto con almeno il 20% delle preferenze, al primo o al secondo turno che sia. E poi, la riforma lancia la mozione di sfiducia per il presidente del consiglio comunale, che dovrà essere approvata da almeno due terzi dei consiglieri. Ancora in riferimento alla soglia per la vittoria al primo turno, il limite è ridotto dal 50% al 40%. E se non si raggiunge tale soglia si voterà al ballottaggio, come in passato, fra i due candidati sindaci che hanno raggiunto la percentuale di preferenze maggiore. Infine, la preferenza di genere: la riforma ha introdotto il voto di genere con l’obiettivo di aumentare la presenza femminile nei consigli comunali. In ogni lista per il consiglio, uno dei due generi non potrà essere rappresentato da più di due terzi dei candidati. Si potranno esprimere una o due preferenze per i consiglieri e nel caso di voto doppio, uno dovrà essere per un uomo e l’altro per una donna.

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