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Il prezzo della cultura

Ci siamo di nuovo! Puntuale come gli allarmi stagionali sul gran caldo d’ estate o sul freddo d’ inverno al termine delle vacanze estive, si torna a parlare delle spese che  le famiglie dovranno affrontare per l’istruzione dei propri figli.

È ormai diventato un rituale nelle settimane che precedono la ripresa delle lezioni : giornalisti, intrattenitori, conduttori di trasmissioni nazional-popolari con facce compunte sguardi pieni di empatia  si rivolgono alle telecamere e danno il feriale annuncio:<< Care famiglie anche quest’ anno la cospirazione degli intellettuali ha avuto successo: nonostante siate oberati da mille pensieri e spese urgenti , sarete costretti a sborsare centinaia di euro per l’ acquisto di ….LIBRI!!!!!>>

In realtà le famiglie con figli in età scolare dovranno quest’ anno sostenere una spesa  che oscilla tra i 300 per la prima classe delle medie ed i 700 euro per le scuole superiori dove i prezzi lievitano per la necessità di acquistare vocabolari ( notoriamente fra le voci di spesa più consistenti) con un incremento di spesa,rispetto agli anni precedenti di circa il 5%

Ovviamente nel conteggio sono inclusi zainetti,astucci,diari ecc.

 

Il parlare di rincari  quindi è corretto ma non bisogna creare inutili allarmismi, perché in tutte le scuole, in osservanza alle direttive ministeriali , i costi vengono rigidamente mantenuti  al sotto di soglie specifiche . Inoltre le scuole si dotano di una certa quantità di testi che vengono assegnazioni comodato d’ uso alle famiglie che ne fanno richiesta. I docenti , dal canto loro cercano per quanto possibile di non cambiare regolarmente i testi in uso utilizzando gli eventuali aggiornamenti  che le case editrici pubblicano periodicamente sui loro siti e sono scaricabili gratuitamente. Infine non bisogna dimenticare che esistono delle agevolazioni a tutela del diritto allo studio: i comuni offrono  per le scuole elementari  e medie dei sussidi  che variano dai 100 ai 150 euro mentre molte regioni offrono rimborsi per le spese scolastiche.

Alla luce di quanto abbiamo fin ora osservato,sorge il dubbio che tutta la polemica sul caro-libri, sia un modo di svilire il valore del libro e più in generale il valore della cultura che, per uno strano vezzo, non si vuol ammettere che abbia un costo.I libri sono strumenti formativi per eccellenza e la spesa media   di 300 euro suddivisa per i 9 mesi scolastici è poco più di quanto si spenderebbe per una pizza e una birra. Se pensiamo a quanti cellulari si cambiano in una famiglia ogni anno e ai loro prezzi è quasi ridicolo lamentarsi del caro-libri.

La questione è che ormai il libro è visto come una qualsiasi merce e si dimentica che esso serve ad una crescita culturale e professionale.Tutta questa polemica da un’immagine negativa e distorta di un prodotto che ormai è considerato solo commerciale se non addirittura superfluo .Allora un invito a tutti quelli che i libri (scolastici e non) li amano: compriamoli, amiamoli,diffondiamoli come se fosse un virus influenzale così dl prossimo anno l’ allarme potrà essere “Attenzione,invasione di lettori nelle librerie”

 

Sabrina Santamariahttp://www.teleacras.com
Laureata in Economia con specializzazione in Management Aziendale, è Manager di una società di consulting nel settore banche e assicurazioni con sede a Milano. Su Teleacras cura la rubrica d'economia «Asso di denari»

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