Home Politica "Ma l'Ati da che parte sta?"

“Ma l’Ati da che parte sta?”

Livio Sutera Sardo
Il presidente dell’associazione a difesa dei consumatori Adoc, di Agrigento, Livio Sutera Sardo, ha letto il nuovo regolamento d’utenza del sistema idrico nell’Agrigentino, e annuncia di essersi accorto che il nuovo regolamento è peggiorato, e di molto, rispetto al precedente. Dunque, Sutera Sardo si chiede: “Ma l’Ati, l’Assemblea territoriale idrico di Agrigento, composta dai sindaci agrigentini, da che parte sta?”. E poi spiega: “Tempo fa le associazioni dei consumatori e i comitati civici furono invitati dall’Assemblea territoriale idrica agrigentina a discutere del nuovo regolamento contenuto in una bozza, e sul quale furono espresse idee e suggerimenti migliorativi per l’utenza. Purtroppo dobbiamo riscontrare che, non solo di tutti i suggerimenti inoltrati dalle associazioni non ne è stato recepito nemmeno uno, ma la stampa del nuovo regolamento è diversa dalla bozza che ci è stata data da discutere. In ragione di ciò abbiamo chiesto un incontro chiarificatore al presidente dell’Ati, Lotà, e ancora attendiamo risposta. Inserire nel regolamento che il gestore può operare il ‘distacco della fornitura’ per qualsiasi richiesta vuol dire porre l’utente in condizioni di servilismo nei confronti del più forte. Ci sentiamo presi in giro anche perchè, già a giugno, avevamo espresso perplessità circa un articolo del regolamento il quale prevede che il nolo contatore (eliminato nel 2002) e la manutenzione del contatore (quale manutenzione?) sono compresi nella quota fissa: abbiamo allora chiesto quale siano le voci che compongono la quota fissa per capire ciò che paghiamo. Nonostante i ripetuti solleciti scritti, nonostante le telefonate al presidente e le varie promesse di un incontro chiarificatore, ad oggi non si riesce a sapere come sia composta la quota fissa. Visto che dopo sei mesi non riusciamo ad avere risposta, possiamo pensare che i dirigenti non sappiano come siano composte le tariffe? Oppure l’Ati snobba gli utenti e le associazioni dei consumatori? Possibile che gli utenti paghino consulenti per redigere tariffe calcolate non si sa bene in che modo? Ma l’Ati idrico, da che parte sta?” – conclude Livio Sutera Sardo.

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