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Dell’Utri scrive dal carcere

Nel dicembre scorso, al primo no del Tribunale di Sorveglianza di Roma alla sua scarcerazione per motivi di salute, Marcello Dell’Utri ha commentato: “La mia è una condanna a morte”. Adesso, al secondo no, l’ex senatore ha scritto una lettera, indirizzata ai suoi avvocati, Alessandro De Federicis e Simona Filippi. Si tratta di poche righe scritte nel centro clinico del carcere di Rebibbia a Roma, dove Dell’Utri sconta una condanna a 7 anni di reclusione per concorso esterno all’associazione mafiosa. E nella missiva si legge: “Sono amareggiato più che sorpreso per l’ennesimo atto di crudeltà giudiziaria compiuto ai miei danni. Ed è un atteggiamento lamentato anche da diversi detenuti nelle mie stesse, se non peggiori, condizioni”. E poi aggiunge: “Contro ogni obiettivo esame della situazione patologica, il tribunale di Sorveglianza di Roma si prodiga in una motivazione fantasiosa che non può trovare accoglimento in una normale intelligenza e in un animo sereno”. E quale sarebbe tale motivazione fantasiosa? Il collegio dei giudici, presieduto da Luisa Martoni, premettendo che le patologie di cui soffre Marcello Dell’Utri non sono in stato avanzato, hanno rilevato che è in grado di deambulare, e quindi potrebbe scappare. Forse i magistrati fondano le proprie riserve sul precedente dell’allontanamento di Dell’Utri in Libano a Beirut. E lui replica scrivendo: “La storia della latitanza in Libano è una leggenda vera e propria per cui ho chiesto ai miei difensori di far acclarare una volta per tutte la verità dei fatti”. Poi Dell’Utri, cardiopatico, diabetico e malato oncologico, si sofferma sulle sue condizioni di salute e sulla necessità di cure adeguate, e scrive: “Ancora più mi meraviglia il fatto che nulla è stato disposto perchè mi sia praticata una forma di terapia effettiva, idonea e concreta, compatibile con il mio stato”. E a fronte di ciò i magistrati di Sorveglianza hanno ravvisato che Dell’Utri è curabile nei reparti Sai, Servizi assistenza intensificata, che sono in funzione nelle carceri. E la moglie di Marcello Dell’Utri, Miranda Ratti, commenta: “Come intendono curare mio marito? Tenendolo chiuso 24 ore su 24 in una cella senza neanche la minima possibilità di muoversi e di respirare all’aria aperta? Questo è il diritto alla salute e alla dignità umana?”

Angelo Ruoppolohttps://www.teleacras.it
Giornalista professionista, di Agrigento. Nel febbraio 1999 l’esordio televisivo con Teleacras. Dal 24 aprile 2012 è direttore responsabile del Tg dell’emittente agrigentina. Numerose le finestre radio – televisive nazionali in cui Angelo Ruoppolo è stato ospite. Solo per citarne alcune: Trio Medusa su Radio DeeJay, La vita in diretta su Rai 1, Rai 3 per Blob Best, Rai 1 con Tutti pazzi per la tele, Barbareschi shock su La 7, Rai Radio 2 con Le colonne d’Ercole, con Radio DeeJay per Ciao Belli, su Rai 3 con Mi manda Rai 3, con Rai 2 in Coast to coast, con Rai 2 in Gli sbandati, ancora con Rai 2 in Viaggio nell'Italia del Giro, e con Radio 105 nello Zoo di Radio 105. Più volte è stato presente e citato nelle home page dei siti di Repubblica e di Live Sicilia. Il sosia di Ruoppolo, Angelo Joppolo, alias Alessandro Pappacoda, è stato il protagonista della fortunata e gettonata rubrica “Camera Zhen”, in onda su Teleacras, e del film natalizio “Gratta e scappa”, con una “prima” affollatissima al Cine Astor di Agrigento. I suoi video su youtube contano al marzo 2021 oltre 25 milioni di visualizzazioni complessive. Indirizzo mail: angeloruoppolo@virgilio.it

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