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Ecco le due Zes in Sicilia

Giuseppe Provenzano
Il ministro Provenzano firma il decreto che istituisce le due Zone economiche speciali in Sicilia. Obiettivo: agevolazioni e attrazione di investimenti.

“Esprimo soddisfazione per l’attesa firma a Roma del decreto che istituisce le due Zes in Sicilia”. Lo dichiara il governatore Nello Musumeci, commentando la firma, del ministro per il Sud Provenzano, dei decreti istitutivi delle Zone economiche speciali per la Sicilia. Saranno due, una per la Sicilia Orientale a cui è stato assegnato il 65 per cento della superficie Zes e quella della Sicilia Occidentale che ne ha avuto assegnato il 35 per cento. In totale sono quasi 6 mila ettari, tra aree portuali, retroportuali e aree di sviluppo industriale. L’obiettivo è attrarre investimenti nell’ambito dell’economia “portuale” in settori come la logistica, i trasporti ed il commercio. Orgoglioso della firma Provenzano afferma: “Le Zone economiche speciali sono una grande opportunità per lo sviluppo regionale. Serviranno a rendere la Sicilia attrattiva, di capitali, attività, persone, lavoro, nuove imprese per lo sviluppo”.
“Con le Zes – sottolinea l’assessore alle Attività produttive, Mimmo Turano – abbiamo uno strumento in più per superare l’attuale momento di crisi determinato dalla pandemia, ma anche i ritardi nello sviluppo che questa terra ha accumulato con anni di approssimazione e assenza di strategie”.
I benefici economici delle Zone economiche speciali sono previsti dalla legge per il Mezzogiorno n. 91/2017. Notevoli incentivi fiscali più credito d’imposta per gli investimenti fino a 50 milioni di euro.
“Le risorse non mancano – afferma Provenzano – a partire da quelle nazionali ed europee della coesione già disponibili, che spero la Regione voglia riprogrammare per l’emergenza seguendo gli accordi che tutte le altre Regioni stanno sottoscrivendo con il mio Ministero – e ancora – dobbiamo attivare capacità progettuale per intercettare quelle che arriveranno con il Recovery plan. La sfida – conclude – è accelerare la spesa, recuperando i ritardi. Spendere bene e rapidamente per fronteggiare meglio la crisi e ripartire.”

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