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E’ guerra tra Gestione commissariale e consorzio Tre Sorgenti, intanto 4 comuni sono senz’acqua

La Gestione Commissariale del S.I.I. – ATI AG9, facendo seguito alla precedente comunicazione del 08/09/2020 riguardante la ormai arcinota problematica in oggetto, informa che, alle ore 19:00 di ieri, la scrivente Gestione Commissariale ha immesso nell’acquedotto consortile la portata di 30 l/s, nel rispetto delle indicazioni fornite dal Consorzio “Tre Sorgenti”. Nonostante l’immissione di tale ridottissima portata, già largamente insufficiente per le esigenze dei comuni alimentati dall’acquedotto in argomento, che avrebbe dovuto evitare, secondo quanto affermato dal Consorzio, ogni perdita lungo il percorso, le portate che vengono fornite ai comuni risultano, complessivamente, addirittura significativamente inferiori, raggiungendo il valore di circa 22 l/s, così suddivisi: Racalmuto: 5,5 l/s; Grotte: 6,0 l/s; Castrofilippo: 6 l/s. Naro (sollevamento Idrico “Margio Vitale”): portata irrisoria, circa 5 l/s, che non consente nemmeno l’accensione della pompa. Anche oggi sarà impossibile effettuare la distribuzione idrica nei succitati comuni. La gestione commissariale sottolinea come “si ritiene doveroso informare che nessuna comunicazione è pervenuta, da parte del Consorzio Acquedottistico “Tre Sorgenti”, in ordine alle cause che determinano tale insostenibile situazione e che non si è nemmeno riusciti ad avere un contatto telefonico, nonostante gli innumerevoli tentativi effettuati. Tenuto conto di quanto, ancora una volta, rappresentato, la Gestione Commissariale del Servizio Idrico Integrato, avendo posto in essere tutto quanto nelle proprie possibilità, non può fare altro che declinare ogni e qualsivoglia responsabilità in ordine a quanto potrà accadere nei Comuni interessati a causa della perdurante impossibilità di effettuare la distribuzione idrica”. Intanto il Codacons si schiera dalla parte dei cittadini e dà corso ad una class action per l accertamento della responsabilità in capo agli enti preposti all’approvvigionamento idrico nonché si riserva di presentare formale esposto alla Procura della Repubblica per l’interruzione di pubblico servizio in atto.
Codacons peraltro si riserva di incardinare ogni azione giudiziaria e di attivare ogni rimedio giurisdizionale idoneo al ripristino di una regolare e proficua rete di erogazione idrica e per il ristoro risarcitorio dei cittadini lesi. I cittadini interessati possono fare riferimento alla sede provinciale

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