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Sicilia arancione. Da lunedì a scuola

La Sicilia lascia la zona rossa per entrare in quella arancione. E’ quanto prevede la nuova ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, che entrerà in vigore a partire da domenica 31 gennaio. Lunedì a scuola in presenza al 100% le scuole infanzia, elementari e medie. In presenza tra il 50 e il 75% per le scuole superiori. Il resto didattica a distanza.

L’annuncio “arancione” arriva nel giorno in cui l’isola registra un numero senza precedenti di guariti: 2.816, tre volte il numero dei nuovi casi (944) che da alcuni giorni si mantiene ormai stabilmente sotto quota mille. I tamponi processati sono 25.461, con una incidenza di positivi pari al 3,7%. La regione resta al settimo posto per contagio in Italia insieme al Piemonte e dopo Lombardia, Emilia Romagna, Campania, Lazio, Puglia e Veneto. Le vittime sono 37, che portano il totale a 3.408. Grazie al record di guariti il numero complessivo degli attualmente positivi scende a 44.267, con un decremento di 1.909 casi rispetto a ieri. Continuano a scendere anche i ricoveri ospedalieri di pazienti Covid: sono 1.584, ovvero 36 in meno, dei quali 211 in terapia intensiva (-4). La distribuzione nelle province vede Palermo ancora in testa con 291 casi, seguita da Catania 177, Trapani 141, Messina 137, Siracusa 61, Agrigento 57, Caltanissetta 53, Enna 17, Ragusa 10.
Un altro indicatore utile viene dallo screening effettuato nelle scuole dell’infanzia, elementari e nelle prime classi della media (dove le lezioni si svolgono in presenza). Secondo i dati forniti al ministero dall’Ufficio scolastico regionale, al 25 gennaio si registra un’incidenza di alunni positivi, dello 0,27% rispetto alle 0,46% del 19 novembre scorso. Lunedì prossimo rientreranno a scuola anche i ragazzi delle classi II e III media, che in Sicilia sono 144.976 Si rafforzano infine i controlli da parte delle Forze dell’ordine. La Guardia di finanza di Nicosia (Enna) ha eseguito una serie di perquisizioni domiciliari nell’ambito dell’indagine sul focolaio di contagi registrato a Capizzi (Messina). Al centro dell’inchiesta, avviata dalla Procura di Enna, una festa di compleanno svoltasi a ridosso delle festività natalizie in un locale di Nicosia alla quale avrebbero partecipato 150 invitati, in prevalenza giovani, tutti provenienti dal paese del Messinese. L’obiettivo degli inquirenti è quello di accertare se il boom di contagi registrato a Capizzi, poi divenuto ‘zona rossa’, e nei comuni limitrofi sia stato causato da comportamenti illeciti che hanno determinato un’esponenziale ed improvvisa crescita dei contagi tra gli abitanti della zona, dove proprio oggi si è registrata un’altra vittima. Allo stato il reato ipotizzato è quello di epidemia colposa.

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