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L’arancione, le scuole, i vaccini

Pandemia covid, la Sicilia arancione, i rientri a scuola tra lunedì 1 e 8 febbraio, i furbetti dei vaccini e l’intervento del presidente della Regione, Nello Musumeci.

Dunque la Sicilia si colora d’arancione e da lunedì si torna a scuola. In particolare, da lunedì primo febbraio rientrano in classe gli studenti delle scuole dell’infanzia, delle primarie, delle prime, seconde e terze medie, che sono stati in didattica a distanza nei giorni scorsi. Dovranno invece aspettare un’altra settimana, ovvero lunedì 8 febbraio, gli studenti delle superiori che non vanno a scuola da fine ottobre. Così ha deciso il governo regionale per dare una settimana in più ai presidi per approntare quanto necessario per il rientro in classe in sicurezza dei liceali. Dall’8 febbraio quindi le superiori in Sicilia ripartono in presenza ma al 50 per cento. Saranno i dirigenti scolastici a determinare per ogni istituto come organizzare la presenza al 50 per cento. Inoltre, dal vertice tra presidente della Regione Nello Musumeci e gli assessori all’Istruzione Roberto Lagalla e alla Salute Ruggero Razza è emersa la determinazione di proseguire per tutta la settimana con i tamponi per testare studenti e docenti in vista del rientro. Ed in riferimento alla colorazione d’arancione della Sicilia, disposta dal ministro Speranza e dalla sua “cabina di regia”, il presidente della Regione, Nello Musumeci, commenta: “Abbiamo vinto, abbiamo ottenuto il risultato che volevamo. Quando abbiamo chiesto la zona rossa avevamo circa 2.000 contagi al giorno, 60-70 morti al giorno e un Rt di 1,25. C’erano tutti gli elementi per una degenerazione dei contagi. Dal 17 al 31 gennaio abbiamo ottenuto il risultato che volevamo: oggi i contagi sono più che dimezzati”. Poi, in riferimento alla sua precedente scelta di zona rossa, Musumeci ha spiegato: “Un presidente di Regione, che gestisce un’epidemia, l’unico termometro che deve guardare è il numero dei morti quotidiano, l’allarme che si crea. Ho dovuto adottare la zona rossa, una scelta dolorosa e sofferta, ma il mio compito è quello di salvare vite umane. Saremmo rimasti in zona rossa se i dati non fossero scesi”. E poi ancora, a proposito dei ‘furbetti’ del vaccino, il presidente annuncia la linea dura e afferma: “Sono stati presi provvedimenti contro i responsabili, ci sono indagini, anche dei carabinieri, e non escludo il licenziamento dei responsabili che hanno sbagliato. La seconda dose ai ‘furbetti’? Fare il richiamo del vaccino a chi ha fatto il ‘furbetto’ significa legittimare una condotta assolutamente riprovevole. A chi ha fatto la prima dose senza averne diritto e non farà il richiamo non succederà nulla dal punto di vista della salute. Ma è assurdo che possa essere avallata una condotta scorretta. Non avranno la seconda dose”.

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