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“Depistaggio”, parola agli imputati

Al processo sul depistaggio delle indagini dopo la strage di via D’Amelio risponde uno degli imputati. Le dichiarazioni del poliziotto Fabrizio Mattei.

Nell’ambito dell’inchiesta sul depistaggio delle indagini dopo la strage di via D’Amelio contro il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta, sono attualmente sotto processo, in primo grado a Caltanissetta, tre poliziotti, il funzionario Mario Bo, ex capo del gruppo d’indagine “Falcone – Borsellino”, e gli ispettori in pensione Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, che si occuparono della tutela di tre falsi pentiti, Vincenzo Scarantino, Francesco Andriotta e Calogero Pulci. I tre poliziotti sono imputati di avere suggerito ai tre falsi collaboratori la versione da fornire agli inquirenti e i nomi da indicare quali responsabili della strage. La falsa verità, a cui tanti anni i giudici hanno creduto, è costata la condanna all’ergastolo a sette innocenti, poi scarcerati e adesso parte civile. Ebbene, adesso uno dei tre imputati, Fabrizio Mattei, è intervenuto al dibattimento sotto esame dei magistrati, e, a domande rispondendo, ha dichiarato: “Sono entrato nel gruppo Falcone-Borsellino nel dicembre del 1992 e ci sono rimasto fino a giugno 1995 quando sono stato trasferito alla sezione di polizia giudiziaria di Palermo. Io mi relazionavo con l’ispettore Ricerca e lui si relazionava con i funzionari. Non mi sono mai occupato della strage di via D’Amelio, ma solo di quella di Capaci. Non sono mai andato a Caltanissetta dai magistrati. A San Bartolomeo a Mare, ovvero la località protetta in cui viveva Scarantino, avevamo il compito della scorta alla famiglia, con assistenza alla moglie e ai bambini, e a Scarantino quando andava a Genova. Per qualsiasi problema al di fuori del nostro servizio andavamo alla questura di Imperia. Ci andavo ogni giorno, mi facevo vedere, mi sembrava un atto doveroso quello di farsi vedere visto che eravamo in un’altra città. Da marzo a maggio del ’95 non sono più andato a San Bartolomeo a Mare. Vincenzo Scarantino ce l’aveva sempre con la vigilanza, soprattutto perché era geloso della moglie e sosteneva che gli agenti la guardassero. Lui parlava di altri problemi ma non di argomenti relativi alla collaborazione con la giustizia, cosa di cui con lui non ho mai parlato. Visto che era troppo geloso, quando la moglie doveva uscire la lasciavamo uscire con la collega. Quando la moglie non c’era dovevamo rimanere con lui. Senza motivo non rimanevamo mai in casa. La nostra era una presenza saltuaria. Andavamo la mattina a prendere i bambini per portarli a scuola. Neanche entravamo. Con noi Scarantino non parlava mai di telefonate. Le nostre interlocuzioni erano legate ai problemi della vita quotidiana. A volte trovavo una scusa per vedere come stava la moglie, perché la picchiava ed ero preoccupato per lei e per i bambini. A parte questo non avevo con lui alcuna confidenza. Non era persona con cui si poteva averla”.

Angelo Ruoppolohttps://www.teleacras.it
Giornalista professionista, di Agrigento. Nel febbraio 1999 l’esordio televisivo con Teleacras. Dal 24 aprile 2012 è direttore responsabile del Tg dell’emittente agrigentina. Numerose le finestre radio – televisive nazionali in cui Angelo Ruoppolo è stato ospite. Solo per citarne alcune: Trio Medusa su Radio DeeJay, La vita in diretta su Rai 1, Rai 3 per Blob Best, Rai 1 con Tutti pazzi per la tele, Barbareschi shock su La 7, Rai Radio 2 con Le colonne d’Ercole, con Radio DeeJay per Ciao Belli, su Rai 3 con Mi manda Rai 3, con Rai 2 in Coast to coast, con Rai 2 in Gli sbandati, ancora con Rai 2 in Viaggio nell'Italia del Giro, e con Radio 105 nello Zoo di Radio 105. Più volte è stato presente e citato nelle home page dei siti di Repubblica e di Live Sicilia. Il sosia di Ruoppolo, Angelo Joppolo, alias Alessandro Pappacoda, è stato il protagonista della fortunata e gettonata rubrica “Camera Zhen”, in onda su Teleacras, e del film natalizio “Gratta e scappa”, con una “prima” affollatissima al Cine Astor di Agrigento. I suoi video su youtube contano al marzo 2021 oltre 25 milioni di visualizzazioni complessive. Indirizzo mail: angeloruoppolo@virgilio.it

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