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Licata, la denuncia del segretario provinciale della Uil pensionati, Miceli: “Anziani lasciati in coda per ore prima di comunicargli che le dosi di vaccino erano finite”

“Quello che sta succedendo in questi giorni sulla somministrazione dei vaccini agli anziani e ai soggetti fragili è davvero troppo. Siamo seriamente preoccupati per come si sta involvendo la situazione vaccinale. Si è davvero passato il limite, non si possono trattare in questo modo le persone, e a maggior ragione quelle che hanno bisogno di più protezione e tutela.”
A dichiararlo è Giovanni Miceli, Segretario della Uil Pensionati di Agrigento.
“Sono giorni che apprendiamo delle disfunzioni legate alla logistica per l’inoculazione dei vaccini – continua Giovanni Miceli – Scene di preoccupanti assembramenti si sono susseguite nei giorni scorsi davanti all’hub vaccinale del Palacongressi del Villaggio Mosè di Agrigento, con code, liti e tensione alle stelle, tanto da dover richiedere l’intervento della forza pubblica per sedare gli animi. E, purtroppo, ieri mattina la stessa situazione si è verificata all’ospedale San Giacomo d’Atopasso di Licata, dove centinaia di persone si sono accalcate davanti il portone d’ingresso dove, dopo aver atteso alcune ore, gli operatori intorno alle 11 hanno comunicato che le dosi di vaccino erano terminate. Riteniamo vergognoso il fatto che anziani e soggetti fragili siano stati lasciati per ore all’aperto perché le dosi previste erano terminate, nonostante la struttura sanitaria fosse ben informata del numero di pazienti che avevano effettuato la prenotazione con notevole anticipo. La situazione sembrava parzialmente normalizzata, con l’arrivo intorno alle 17 delle dosi mancanti, ma la tensione si è nuovamente manifestata a seguito della solita incivile pratica messa in atto dai soliti furbetti raccomandati, che hanno saltato la fila sotto gli occhi di tutti ed in particolare dei volontari adibito al controllo”.

Anziché tutelare i soggetti deboli, gli si mette loro il bastone tra le ruote.

“Si poteva fare meglio? – si domanda Giovanni Miceli – Sicuramente, i vertici dell’azienda sanitaria, avrebbero potuto studiare e organizzare una logistica migliore. Sono mesi che le organizzazioni sindacali chiedono chiarimenti sull’organizzazione della vaccinazione. Alla politica chiediamo un cambio di passo chiaro e deciso. La nostra struttura sanitaria provinciale ancora una volta mette in risalto una scarsa efficienza. Ci auguriamo che tutto ciò non abbia a ripetersi e, soprattutto, chiediamo che si garantisca subito la vaccinazione a domicilio per i tanti anziani non autosufficienti e per chi si prende cura di loro. Un plauso, invece, deve essere rivolto ai medici e agli infermieri”.

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