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L’emergenza abbandoni non si ferma e l’Oasi Ohana, al collasso, è costretta ad espandersi: maxi investimento da oltre 10mila euro per una trentina di altri posti al caldo e al coperto

Quasi cento cani stabilmente in carico, un numero crescente di abbandoni e di mamme randagie con cucciolate al seguito individuate nel comprensorio e un ricorso sempre maggiore alle pensioni e agli stalli a pagamento per non lasciare nessuno in strada. L’Oasi Ohana, un santuario per cani randagi e abbandonati, realizzato sei anni fa dalla 31enne Chiara Calasanzio a Santa Margherita di Belice (AG), è ufficialmente al collasso e non può più accogliere nessun cane, né, tanto meno, continuare a pagare strutture esterne per i cani che non possono entrare in oasi per mancanza di spazio.

Da qui la decisione della fondatrice: sottrarre altro spazio al terreno di famiglia, coltivato a frutteto, e realizzare altre quattro macro aree con i migliori comfort per i cani: dal pavimento in cemento che li isola da terra, pur lasciando loro uno spazio per giardinare, alle casette coibentate che li proteggono da freddo e caldo, oltre ovviamente alle reti elettrosaldate che impediscono la fuga o il contatto con altri gruppi di cani con caratteristiche diverse.

Questa operazione, che costerà in totale 11.224,00 euro, garantirà l’accoglienza di almeno una trentina di altri cani. Per finanziare questa importante espansione, una delle più economicamente impegnative affrontate fino ad oggi, è stata lanciata una raccolta fondi su GoFundMe, una piattaforma che permette di donare qualsiasi cifra, anche modesta, per aiutare a tagliare il complicato traguardo dei 12mila euro.

“Avrei evitato volentieri di imbarcarmi in questo ulteriore sforzo che si annuncia imponente per me e per tutte le persone meravigliose che in questi anni non ci hanno mai fatto mancare il loro sostegno da ogni parte d’Europa – racconta Chiara Calasanzio – Però, semplicemente, non so cos’altro fare: i Comuni del circondario, a cui ho scritto per chiedere di stanziare fondi per le sterilizzazioni gratuite dei cani padronali, come già fanno tanti comuni pugliesi, non mi hanno nemmeno degnato di una risposta. Cosa devo fare? Far finta di nulla e lasciare intere cucciolate vaganti per le strade? Chiudere gli occhi e girarmi dall’altra parte? No, quello lo stanno già facendo le istituzioni, io non riesco. Ho chiesto alla mia famiglia di cederci un altro ampio pezzo di terreno, adibito a frutteto, e lì sorgerà l’ampliamento di Ohana” conclude Chiara.

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