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“Brusca”, dettagli e reazioni

Dopo la scarcerazione di Giovanni Brusca: i dettagli su quanto accaduto e le reazioni di Maria Falcone, Tina Montinaro, Rosaria Schifani, Giuseppe Costanza e Franca Castellese.

E’ la cronaca di una scarcerazione già annunciata. Dunque, dopo 25 anni, Giovanni Brusca è fuori dal carcere “Rebibbia” a Roma, dove ha trascorso in parte la detenzione. Gli è stata restituita la libertà in anticipo rispetto alla scadenza, per “buona condotta”. Sono stati applicati i benefici previsti dalla legge del 13 febbraio del 2001 per i collaboratori della Giustizia. Giovanni Brusca, 64 anni, è il killer della strage di Capaci e il mandante del sequestro e dello strangolamento del piccolo Giuseppe Di Matteo. Poi, per il resto, lui stesso ha dichiarato ai giudici: “Ancora oggi non riesco a ricordare tutti, uno per uno, i nomi di quelli che ho ucciso”. Meno di due anni addietro Brusca invocò i domiciliari ma, prima il Tribunale di Sorveglianza di Roma il 12 marzo del 2019, e poi la Cassazione il 19 ottobre del 2019, risposero no, “perché – scrisse la Cassazione nelle motivazioni – la gravità dei reati commessi da Brusca, e la caratura criminale che lo stesso ha dimostrato nella sua vita di possedere, portano a considerare non ancora acquisita la prova certa e definitiva del suo ravvedimento”. Tra le reazioni dopo la scarcerazione, Maria Falcone, sorella di Giovanni, commenta: “Umanamente è una notizia che mi addolora, ma questa è la legge, una legge che peraltro ha voluto mio fratello e quindi va rispettata. Mi auguro solo che magistratura e forze dell’ordine vigilino con estrema attenzione in modo da scongiurare il pericolo che torni a delinquere, visto che stiamo parlando di un soggetto che ha avuto un percorso di collaborazione con la giustizia assai tortuoso”. E Tina Montinaro, vedova di Antonio Montinaro, il capo-scorta di Falcone vittima del tritolo di Capaci, commenta: “Sono indignata. Lo Stato ci rema contro. Noi dopo 29 anni non conosciamo ancora la verità sulle stragi, e Giovanni Brusca, l’uomo che ha distrutto la mia famiglia, è libero. Io adesso cosa racconterò al mio nipotino? Che l’uomo che ha ucciso il nonno gira liberamente? La mia indignazione dovrebbe essere condivisa da tutta Italia, ma non succede. Queste persone vengono solo a commemorare Falcone il 23 maggio e si ricordano di Giovanni e Paolo. Ma non si indigna nessuno”. E Rosaria Schifani, vedova del poliziotto Vito, commenta: “Ma che Stato è questo Stato che celebra con il presidente della Repubblica a Palermo il 23 maggio e, otto giorni dopo, manda a casa uno che fa saltare un’autostrada o fa sciogliere nell’acido un bambino per vendetta contro un pentito? E’ un regalo a Falcone? Così si dimentica tutto quello che noi abbiamo passato, si affievolisce il ricordo dei drammi vissuti, il dolore diventa solo un fatto privato, e non la leva per alimentare la crescita di un impegno civile. Lui ha collaborato con i magistrati? E allora se lo tengano stretto da qualche parte, ma non lo restituiscano alla comunità civile”. E Giuseppe Costanza, autista di Falcone e sopravvissuto alla strage, commenta: “E’ una notizia che sicuramente non mi fa piacere. E’ un’offesa per le persone che sono morte in quella strage. Secondo me dovevano buttare via le chiavi. Sono trascorsi 29 anni da quel giorno, ma né Falcone, né la moglie, né i ragazzi della scorta potranno mai ritornare in vita. Che Paese è il nostro? Chi si macchia di stragi del genere per me non deve più uscire dalla galera”. Infine, Franca Castellese, madre di Giuseppe Di Matteo, tramite il suo avvocato, Monica Genovese, commenta: “Rispettiamo le leggi e le sentenze dello Stato. Ma Giovanni Brusca non potrò mai perdonarlo. Mi ha ucciso il figlio che conosceva bene e con cui ha giocato a casa. Nel mio cuore come posso perdonarlo? Non c’è mai stata una forma di pentimento pubblico per quello che ha fatto. Durante i processi Brusca non ha mai chiesto scusa alla famiglia per un delitto che non è solo un omicidio di mafia ma un crimine orrendo”.

Angelo Ruoppolohttps://www.teleacras.it
Giornalista professionista, di Agrigento. Nel febbraio 1999 l’esordio televisivo con Teleacras. Dal 24 aprile 2012 è direttore responsabile del Tg dell’emittente agrigentina. Numerose le finestre radio – televisive nazionali in cui Angelo Ruoppolo è stato ospite. Solo per citarne alcune: Trio Medusa su Radio DeeJay, La vita in diretta su Rai 1, Rai 3 per Blob Best, Rai 1 con Tutti pazzi per la tele, Barbareschi shock su La 7, Rai Radio 2 con Le colonne d’Ercole, con Radio DeeJay per Ciao Belli, su Rai 3 con Mi manda Rai 3, con Rai 2 in Coast to coast, con Rai 2 in Gli sbandati, ancora con Rai 2 in Viaggio nell'Italia del Giro, e con Radio 105 nello Zoo di Radio 105. Più volte è stato presente e citato nelle home page dei siti di Repubblica e di Live Sicilia. Il sosia di Ruoppolo, Angelo Joppolo, alias Alessandro Pappacoda, è stato il protagonista della fortunata e gettonata rubrica “Camera Zhen”, in onda su Teleacras, e del film natalizio “Gratta e scappa”, con una “prima” affollatissima al Cine Astor di Agrigento. I suoi video su youtube contano al marzo 2021 oltre 25 milioni di visualizzazioni complessive. Indirizzo mail: angeloruoppolo@virgilio.it

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