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Razza ammette il rischio zona gialla

Sicilia ancora prima per contagi e incidenza al 4,5%. L’assessore alla Salute, Ruggero Razza, ammette il rischio zona gialla e progetta un tentativo di rimedio.

Sono 848 i nuovi casi di covid in Sicilia, a fronte di 18.759 tamponi processati. L’incidenza è al 4,5%. La regione è ancora al primo posto per nuovi contagi giornalieri. Gli attuali positivi sono 15.197, con un aumento di altri 258. I guariti sono 578. Le vittime sono state 12, per un totale dei decessi a 6.100. I ricoverati ordinari sono 498, 4 in più, e quelli in terapia intensiva sono 50, 2 in meno. Ecco la distribuzione dei nuovi case tra le province: Palermo 177, Catania 125, Agrigento 80, Caltanissetta 117, Trapani 149, Ragusa 93, Siracusa 55, Enna 45, Messina 7. Nel frattempo, il rischio della Sicilia in “giallo”, che appare ormai scontato, è ammesso anche dall’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, che afferma: “Dobbiamo entrare nell’ottica che, da qui alla fine della stagione, nell’Isola ci sarà un ulteriore rialzo di positivi, perché in giro per il territorio avremo almeno due milioni di persone in più tra turisti e lavoratori che rientrano per le ferie: il giallo, dunque, è solo questione di giorni, e non è un caso che le regioni che rischiano oggi di lasciare il bianco sono tutte a vocazione turistica” – conclude. Ultimi giorni di zona bianca, insomma, poi la Sicilia farà i conti con nuove restrizioni dopo due mesi di “liberi tutti”. Con il ritorno in giallo tornerà l’obbligo dell’utilizzo della mascherina anche all’aperto mentre, per quanto riguarda le attività di bar, pub e ristoranti, sarà permesso di rimanere aperti, anche a cena, ma con un limite di quattro persone per tavolo (se non conviventi) sia all’aperto che al chiuso. E la regola è valida anche per le feste e i ricevimenti di matrimonio. Nessun problema invece per gli spostamenti tra regioni, che rimangono liberi. E nella prospettiva di tutto ciò, ancora l’assessore Razza intende riattivare tutti i reparti covid che sono stati gradualmente smobilitati negli scorsi mesi. Il piano, per tentare di frenare l’avanzata della zona gialla, è ripristinare i reparti, dimettere i pazienti che possono essere curati a casa e puntare sulle cure domiciliari. E Razza spiega: “La Sicilia è ultima regione per vaccinazioni fra gli over 50 e prima per contagi, ricoveri e morti. E il numero più alto di vittime sarebbe dovuto al fatto che abbiamo più positivi. Per quanto riguarda i vaccini, purtroppo, nonostante la macchina organizzativa delle vaccinazioni sia efficace, c’è un’incomprensibile refrattarietà in alcune fasce, che incide sui parametri di ricoveri e decessi. Per i contagi, l’impennata attuale è frutto, come nella prima ondata, soprattutto di contagi di importazione, in particolare tra tantissimi turisti positivi che abbiamo individuato e isolato nei Covid Hotel”.

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