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Ordinanza e reazioni

La Sicilia saldamente al primo posto in Italia per nuovi contagi giornalieri. Alcuni sindaci interessati dalle restrizioni insorgono contro l’ordinanza di Musumeci, che replica.

Sono 1.121 i nuovi casi di covid in Sicilia, a fronte di 12.565 tamponi processati. L’incidenza è al 9%. La regione è ancora prima per nuovi contagi giornalieri in Italia. Gli attuali positivi sono 24.146, con un aumento di altri 686 casi rispetto al precedente report. I guariti sono 415. Sono state 20 le vittime, per un totale dei decessi a 6.239. I ricoverati ordinari sono 817, 29 in più, e quelli in terapia intensiva sono 88, 4 in più. Ecco la distribuzione dei nuovi contagiati tra le province: Palermo 348, Catania 296, Messina 4, Siracusa 133, Ragusa 80, Trapani 67, Caltanissetta 103, Agrigento 2, Enna 88. Nel frattempo, dopo l’ordinanza del presidente Musumeci, che impone restrizioni in 55 Comuni siciliani con basso numero di vaccinati e tanti contagi, reagiscono i sindaci, interessati dal provvedimento, di Motta Sant’Anastasia, Aci Castello, Mascalucia e San Cono, che affermano: “I motivi per cui la gente non si vaccina sono diversi e possono riguardare anche le condizioni di salute individuale, non solo le convinzioni personali. Quindi dobbiamo rilevare che anche questa volta è mancato un momento di concertazione con gli amministratori locali, e perciò facciamo richiesta di un incontro, utile e necessario, per programmare una strategia e una linea d’azione che possa raggiungere l’obiettivo, e contestualmente chiediamo di revocare il provvedimento. Scaricare ai sindaci la responsabilità delle vaccinazioni, sia di quelle mancate che di quelle avvenute, senza nemmeno coinvolgerli, è davvero paradossale”. Immediata è stata la replica di Musumeci: “Immagino che nessun siciliano voglia correre il rischio di ulteriori appesantimenti o, peggio, di un nuovo lockdown: la nostra economia non lo vuole e non se lo può permettere. Il mio appello, dunque, è sempre lo stesso: vaccinarsi è un dovere civico, per questo siamo accanto ai Comuni e a tutte le nostre comunità. Volete il lockdown?” – conclude. E si riscontrano i primi casi di certificati di tampone alterati. La polizia ha denunciato tre clienti di un ristorante di viale Lazio a Palermo. Due di loro, di 29 e 21 anni, hanno esibito certificati relativi a tamponi effettuati il 19 agosto. Il terzo, una ragazza di 18 anni, ha detto di non avere documenti, ma ha mostrato il certificato di un tampone eseguito nei giorni scorsi. Sui primi due certificati la data era contraffatta. La 18enne ha dichiarato generalità false: il certificato del tampone eseguito era di un’altra persona. Alla fine i tre commensali hanno ammesso di avere alterato la documentazione per potere cenare nel locale e non incorrere in sanzioni. I poliziotti hanno denunciato il 29enne e il 21enne per falsità materiale commessa da privato, e la 18enne per falsa attestazione della propria identità.

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