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La Sicilia tra il giallo e l’arancione

Incidenza dei positivi al 5,2%. La Sicilia si appresta ad un’altra settimana in zona gialla. Istituite le zone arancioni in nove Comuni siciliani. Preoccupa la nuova ondata.

Sono 1.182 i nuovi casi di covid in Sicilia, a fronte di 22.969 tamponi processati. L’incidenza è al 5,2%. La regione è ancora nettamente al primo posto in Italia per nuovi contagi giornalieri. Gli attuali positivi sono 28.125, con un decremento di 175 casi rispetto al precedente report. I guariti sono 1.334. I ricoverati ordinari sono 967, 17 in più, e quelli in terapia intensiva sono 118, 4 in più. Ecco la distribuzione dei nuovi contagiati tra le province: Palermo 247, Catania 221, Messina 25, Siracusa 152, Ragusa 190, Trapani 106, Caltanissetta 91, Agrigento 104, Enna 46. Nel frattempo, il presidente della Regione, Nello Musumeci, con propria ordinanza, ha prorogato fino a giovedì 9 settembre la “zona arancione” a Barrafranca, nell’Ennese, e a Niscemi, in provincia di Caltanissetta. In questi due Comuni continuerà a essere consentita l’attività di ristorazione e somministrazione di alimenti e bevande, pur mantenendo il limite massimo di quattro persone al tavolo (limite che non vale per i conviventi) e l’obbligo di green pass per i locali al chiuso. Inoltre, la stessa ordinanza introduce, da domani sabato 4 a martedì 14 settembre (compreso), la “zona arancione” in altri nove Comuni siciliani, di cui otto nel Siracusano. Si tratta di Augusta, Avola, Pachino, Noto, Portopalo di Capo Passero, Rosolini, Ferla, e Francofonte, e poi Catenanuova in provincia di Enna. E la Sicilia è confermata zona gialla: in base all’occupazione dei posti letto pubblicati sul sito dell’Agenas risulta che l’isola mostra una curva dei ricoverati nei reparti ordinari al 23% e nelle terapie intensive al 13%, entrambe in crescita. Quindi sono sopra la soglia di saturazione del 15% i posti letto in area medica, e sopra la soglia del 10% i posti di terapia intensiva occupati da pazienti covid. La nuova ondata pandemica, aggravata dalla variante Delta, sta mostrando soprattutto in Sicilia tutti gli effetti devastanti della carente vaccinazione e del mancato rispetto delle regole, a cominciare dalla mascherina e dagli assembramenti. E l’ennesimo grido d’allarme è lanciato dal professor Bruno Cacopardo, primario di Malattie infettive dell’Ospedale “Garibaldi” di Catania, che afferma: “La situazione è molto disastrosa. Noi in Sicilia abbiamo più casi di Lombardia e Veneto messi assieme, e così è un massacro. Bisogna identificare le aree critiche della regione e occorre metterle subito in arancione o finanche in rosso, anche se sono località turistiche. L’estate è finita, e in malo modo. E il giallo è palesemente insufficiente a fermare la circolazione del virus. Inoltre bisogna intensificare la campagna vaccinale, e per chi si ammala si deve migliorare la gestione domiciliare. Troppi pazienti arrivano in ospedale perché mal gestiti o non gestiti affatto a casa”.

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