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Il Tar boccia i sindaci ma la Sicilia si colora sempre più di arancione

Il Tar non entra nel merito ma sospende le ordinanze dei sindaci sulla chiusura delle scuole. Sono arancione 92 Comuni, anche Agrigento. La norma sulla didattica a distanza.

Le ordinanze dei sindaci che mantengono chiuse le scuole fino a lunedì prossimo 17 gennaio sono nulle o comunque non efficaci. Su ricorso ordinario da parte di parecchi comitati di genitori, il Tar, non entrando nel merito, ha sospeso le ordinanze dei sindaci, imponendo quindi il rientro in classe. Già nei giorni scorsi scelte analoghe sono state assunte nel resto d’Italia. Il Tar ha suonato la campanella in tutta Italia e ha sospeso le ordinanze di chiusura disposte dalle Regioni (in particolare la Campania) e da molti sindaci. E il governo nazionale ha appena ribadito in conferenza stampa la propria linea, respingendo le critiche sulla decisione del rientro di bambini e ragazzi tra i banchi. Così: “La scuola resta aperta e in presenza perché la didattica a distanza provoca disuguaglianze. Le scelte prese, tra prevenzione e sicurezza, stanno pagando”. Il Tar ha confermato il valore di ‘rango primario’ delle norme nazionali e delle successive disposizioni regionali, sottolineando che il potere del sindaco sia da considerare esistente solo a fronte di emergenze sanitarie territoriali. Ed a proposito di zone arancione, 92 Comuni siciliani saranno arancioni da domani sabato 15 gennaio a mercoledì 26 gennaio. Così prevede un’apposita ordinanza firmata dal presidente della Regione, Nello Musumeci, su proposta dell’assessorato alla Salute, per contenere i contagi. In provincia di Agrigento sono arancione il Comune capoluogo, e poi Raffadali, Santa Margherita di Belice, Siculiana, Favara, Grotte, Santo Stefano Quisquina, Alessandria della Rocca, e Porto Empedocle. In riferimento all’applicazione della didattica a distanza nei Comuni in zona arancione, la relativa norma di legge recita testualmente: “Un presidente della Regione o un sindaco può stabilire la didattica a distanza per un territorio esclusivamente in zona rossa o arancione e in circostanze di eccezionale e straordinaria necessità dovuta all’insorgenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del covid o di sue varianti nella popolazione scolastica, nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità”. Nel frattempo sono 11.354 i nuovi casi di covid in Sicilia a fronte di 59.167 tamponi processati. Il tasso di positività è al 19,1%. La regione è al settimo posto per nuovi contagi giornalieri in Italia. Gli attuali positivi sono 150.466, con un aumento di 9.543. I guariti sono 1.785. Le vittime sono 26, per un totale dei decessi a 7.791. Negli ospedali i ricoverati sono 1.463, 22 in più, e quelli in terapia intensiva sono 163, 2 in più. Ecco la distribuzione dei nuovi contagiati tra le province: Palermo 2.927, Catania 3.071, Messina 998, Siracusa 1.226, Trapani 594, Ragusa 840, Caltanissetta 797, Agrigento 737, Enna 164.

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