Home Cronaca “Stragi”, dove, quando, come e perché

“Stragi”, dove, quando, come e perché

Gli interrogativi paradossali, e ancora irrisolti, legati alle stragi di mafia del ’92. L’intervento illuminante dell’ex procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato.

L’ex procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato, intervenendo ad uno dei tanti dibattiti che si susseguono in occasione dei 30 anni dalle stragi Falcone e Borsellino, ha sollevato il velo su alcune circostanze finora meno conosciute. Sul cosiddetto “doppio livello informativo” – ovvero la verità su quanto accaduto conosciuta solo da Riina e pochi boss al suo fianco, e nascosta agli esecutori materiali e alla commissione provinciale di Cosa nostra – Scarpinato ha citato alcuni esempi a testimonianza, e ha affermato: “Frammenti del doppio livello informativo vi sono anche nelle dichiarazioni di Gioacchino La Barbera e Gaspare Spatuzza, laddove La Barbera ha riferito della presenza di un uomo, mai individuato, che partecipò a tutte le fasi esecutive della strage di Capaci, e ai sopralluoghi per la preparazione della strage di Capaci. E Gaspare Spatuzza ha raccontato della presenza di un soggetto esterno a Cosa nostra anche durante l’operazione di caricamento del tritolo nella Fiat 126 esplosa in via D’Amelio”. E poi Roberto Scarpinato ha aggiunto: “Le domande sono molteplici. Chi erano gli infiltrati della polizia nella strage di via D’Amelio ai quali fece riferimento il 14 dicembre 1993 Franca Castellese quando, intercettata mentre parlava con il marito pentito, Santo Di Matteo, dopo che il loro figlio Giuseppe era stato rapito, scongiurò il marito di non parlare mai ai magistrati degli infiltrati della polizia nella strage di via D’Amelio. Erano forse gli uomini dei servizi che piombarono sulla scena di via D’Amelio prima ancora delle forze di polizia e si impadronirono dell’agenda rossa? Com’è possibile che a distanza di 30 anni non sia stato possibile conoscere l’identità di questi uomini dei servizi che furono riconosciuti come tali da ben due testimoni che hanno testimoniato nel processo Borsellino quater, ovvero il vice sovrintendente Giuseppe Garofalo (in servizio alla sezione Volanti) e Francesco Paolo Maggi, sovrintendente della polizia di Stato in servizio alla Squadra mobile di Palermo? A cosa si deve questo incredibile silenzio omertoso di Stato sull’identità di questi uomini dei servizi che certamente operarono sulla strage di via D’Amelio? Da chi furono avvertiti con tale tempestività da abbattere sul tempo persino le forze di polizia sull’esplosione di via D’Amelio? Erano in servizio a Palermo o venivano in missione da Roma? E se venivano da Roma, da chi? E quanto tempo prima fu indicato loro di recarsi a Palermo? E con quali ordini di servizio? Sono passati 30 anni e non siamo in grado di dare risposta a questo quesito elementare”. E poi, Scarpinato ha aggiunto ancora: “Come faceva Arnaldo La Barbera a sapere nello stesso pomeriggio del 19 luglio che era stata utilizzata come autobomba una Fiat 126, facendo filtrare le notizie sull’agenzia di stampa, tenuto conto che il blocco motore della 126 fu ritrovato solo il giorno dopo, il 20 luglio. Come faceva Arnaldo La Barbera, come scritto nella motivazione della sentenza del Borsellino quater, a sapere che le targhe applicate a quella Fiat 126 erano state rubate nell’officina di Vincenzo Orofino, tanto da inviare alle ore 11 del 20 luglio la polizia scientifica in quella officina, tenuto conto che le targhe rubate furono rinvenute soltanto il 22 luglio. Nella motivazione della strage Borsellino quater i giudici ipotizzano che La Barbera aveva un infiltrato che gli forniva notizie. E se c’era un infiltrato, perché costui non fornì le notizie prima che la strage venisse realizzata? O forse non era un infiltrato per impedire che la strage venisse effettuata ma piuttosto per seguirne le fasi operative e assicurarsi che andasse a buon fine?”.

Angelo Ruoppolohttps://www.teleacras.it
Giornalista professionista, di Agrigento. Nel febbraio 1999 l’esordio televisivo con Teleacras. Dal 24 aprile 2012 è direttore responsabile del Tg dell’emittente agrigentina. Numerose le finestre radio – televisive nazionali in cui Angelo Ruoppolo è stato ospite. Solo per citarne alcune: Trio Medusa su Radio DeeJay, La vita in diretta su Rai 1, Rai 3 per Blob Best, Rai 1 con Tutti pazzi per la tele, Barbareschi shock su La 7, Rai Radio 2 con Le colonne d’Ercole, con Radio DeeJay per Ciao Belli, su Rai 3 con Mi manda Rai 3, con Rai 2 in Coast to coast, con Rai 2 in Gli sbandati, ancora con Rai 2 in Viaggio nell'Italia del Giro, e con Radio 105 nello Zoo di Radio 105. Più volte è stato presente e citato nelle home page dei siti di Repubblica e di Live Sicilia. Il sosia di Ruoppolo, Angelo Joppolo, alias Alessandro Pappacoda, è stato il protagonista della fortunata e gettonata rubrica “Camera Zhen”, in onda su Teleacras, e del film natalizio “Gratta e scappa”, con una “prima” affollatissima al Cine Astor di Agrigento. I suoi video su youtube contano al maggio 2022 oltre 27 milioni di visualizzazioni complessive. Indirizzo mail: angeloruoppolo@virgilio.it

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