Lo scorso 16 maggio il pubblico ministero, Gaspare Bentivegna, ha proposto la condanna di due dei tre imputati di Palma di Montechiaro a seguito della sparatoria mortale innanzi alla concessionaria d’automobili “Lillo Zambuto auto per passione” ad Agrigento il 23 febbraio del 2024: 12 anni e 8 mesi di reclusione per Domenico Avanzato, 36 anni, e 13 anni e 4 mesi di reclusione per Calogero Zarbo, 41 anni, entrambi giudicati in abbreviato. Gli sono contestati l’omicidio per errore di Roberto Di Falco, 38 anni, anche lui palmese, e il tentato omicidio di Lillo Zambuto, 61 anni, il concessionario. Solo a Zarbo è addebitata anche la detenzione e il porto abusivo della pistola, una semiautomatica calibro 9 con matricola abrasa, che lui stesso alcuni mesi dopo il delitto ha svelato dove fosse.L’avvocato Giovanni Castronovo Un terzo imputato, Angelo Di Falco, 40 anni, fratello della vittima, è giudicato in ordinario innanzi alla Corte d’Assise, ed è appena iniziato il processo. I difensori dell’imputato, gli avvocati Giovanni Castronovo e Santo Lucia, hanno proposto istanza di ammissione al rito abbreviato condizionato. E la condizione è il preliminare ascolto di Zambuto e dei figli. Uno dei figli è parte civile tramite l’avvocato Salvatore Cusumano in quanto vittima di tentato omicidio. Angelo Di Falco avrebbe raccolto la pistola caduta a terra e avrebbe tentato di sparare contro uno dei due figli di Zambuto, ma l’arma si è inceppata. Al rito abbreviato si sono opposti il pubblico ministero, Annalisa Failla, e la parte civile. La Corte d’Assise scioglierà la riserva il prossimo 30 settembre.
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