Accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Clizia Ferro, la Corte d’Appello di Palermo ha concesso i domiciliari con braccialetto elettronico ad Emanuele Bonafede, 52 anni, di Campobello di Mazara, presunto vivandiere, insieme alla moglie Lorena Lanceri, di Matteo Messina Denaro durante la latitanza, già detenuto in carcere e condannato in primo grado in abbreviato a 6 anni e 8 mesi di reclusione, pena poi ridotta in Appello a 4 anni e 4 mesi. Emanuele Bonafede è familiare di altri due presunti favoreggiatori di Messina Denaro, ovvero è fratello di Andrea Bonafede, operaio comunale, e cugino del geometra omonimo.























