Il capo della Protezione civile siciliana, Salvo Cocina, interviene a fronte della grave emergenza incendi in Sicilia. E afferma: “Il punto non è solo operativo ma criminale, contro i piromani. Serve l’esercito, controllo sociale. La Sala operativa unica regionale funziona e ha dimostrato di essere efficace nel coordinamento degli interventi sugli incendi più gravi. Ma contro i piromani serve una vera strategia repressiva. Serve presenza fisica. Serve repressione. Non bastano le tecnologie, qui ci vogliono uomini sul territorio. E una società civile che non si gira più dall’altra parte. Gli incendi partono in modo scientifico, in orari e luoghi studiati per rendere difficile ogni tipo di intervento. Non è natura, è criminalità. Il problema non è ambientale, è di ordine pubblico. Parliamo di atti dolosi, criminali. Gli incendiari appiccano il fuoco per interesse, per danneggiare, per ripulire un terreno. Oppure ci sono i piromani, malati. Ma il risultato è lo stesso, la devastazione. Serve invece una presenza fisica sul territorio, come quella che già attuiamo con i volontari di Protezione civile con pattugliamenti continui, per segnalare, non per spegnere. Serve maggiore senso civico. Chi ha un vicino con il terreno incolto lo deve denunciare, subito. I sindaci fanno le ordinanze per la pulizia, ma nessuno le fa rispettare. Il fuoco spesso parte da lì. E se poi ti brucia casa perché il tuo vicino non ha pulito, la colpa è anche tua se sei stato omertoso.”























