Dal consigliere comunale di Agrigento, Mario Fontana, riceviamo e pubblichiamo:
Da consigliere comunale di maggioranza e a sostegno dell’attuale amministrazione, sento il dovere di intervenire con chiarezza sul dibattito acceso che si sta sviluppando attorno al percorso di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025.
È vero, la gestione finora è stata deludente, sotto molti punti di vista. Non possiamo negarlo. Ritardi, disorganizzazione, difficoltà di comunicazione e una macchina amministrativa non sempre all’altezza dell’importanza dell’evento hanno oggettivamente minato un percorso che doveva e poteva essere meglio guidato. Ma dico tutto questo con rispetto, perché so perfettamente cosa significa amministrare una città come Agrigento – una città del Sud, con problemi strutturali, finanziari, sociali e culturali radicati da decenni.
Chi oggi amministra ha ereditato una situazione difficile, lasciata per anni nell’abbandono. Pensare che si possa invertire la rotta in pochi mesi o con una singola nomina è semplicemente illusorio. Serve tempo, competenza, e soprattutto una volontà comune.
Purtroppo, da troppo tempo nella nostra terra siamo abituati a criticare a prescindere, spesso senza conoscere davvero il contesto e le difficoltà che si affrontano ogni giorno per mandare avanti una città. C’è chi lo fa per convenienza politica, per rancori personali o per obiettivi mai raggiunti, ma c’è anche chi – in buona fede – lo fa per disinformazione o per una comprensibile sfiducia nel cambiamento. In entrambi i casi, però, il risultato è lo stesso: si genera un danno enorme ad Agrigento e agli agrigentini.
Dobbiamo uscire dalla logica del “tutto e subito” e iniziare a ragionare in termini di processi lunghi e profondi. La ripresa di una città come Agrigento non si costruisce in 24 ore. Serve un lavoro ventennale, fatto di programmazione, pazienza e coesione.
Le critiche sono legittime, anzi necessarie. Ma se non sono accompagnate dalla volontà di costruire, diventano solo ostacoli. Oggi più che mai, serve senso di responsabilità. Agrigento non può permettersi di perdere questa occasione. E noi, tutti noi – amministratori, cittadini, operatori culturali, giovani – dobbiamo scegliere da che parte stare: dalla parte di chi rema, o dalla parte di chi affonda la barca.
Io ho scelto: continuerò a stare dalla parte di chi vuole costruire, anche quando è difficile. Anche quando è impopolare.























