L’attivazione del dissalatore a Porto Empedocle: le obiezioni e le riserve della Cgil e di Legambiente agrigentine. Gli interventi.
Il dissalatore mobile a Porto Empedocle è stato attivato. Non appena l’Azienda sanitaria di Agrigento concluderà le analisi, saranno immessi in rete i primi 50 litri al secondo, ed entro Ferragosto altri 50. Per i criteri di ripartizione dell’acqua tra i Comuni sono in trattativa Aica e Ati, ovvero gestore e sindaci. Nel frattempo proseguono ad Agrigento i lavori di ristrutturazione della rete idrica. A fronte di ciò non mancano obiezioni e riserve. La Cgil agrigentina, tramite il segretario generale Alfonso Buscemi, afferma: “La crisi idrica non è risolta. Manca un piano sia di interventi sulle reti colabrodo nei Comuni della provincia, sia per rimediare alla crisi finanziaria dell’Aica, che si ripercuote anche sui dipendenti. Chiediamo alla neo presidente del Consiglio d’Amministrazione, Danila Nobile, un incontro.” E Legambiente agrigentina, tramite il presidente del Circolo Rabat, Daniele Gucciardo, oppone: “Si installano dissalatori invasivi, inquinanti, enormemente costosi anche in termini di gestione, e che preoccupano non solo le associazioni ambientaliste ma tutti i cittadini. Il dissalatore nell’area Enel a Porto Empedocle ha un pesante impatto urbanistico, ambientale e paesaggistico, come rilevato anche da un locale Comitato con cui Legambiente è solidale. L’impianto industriale appare definitivo e non mobile. Il dissalatore produrrà una irrisoria e costosissima quantità d’acqua, di cui il 50% sarà disperso nelle reti idriche fatiscenti.”























