Botta e risposta tra Azienda idrica dei Comuni agrigentini e Siciliacque su di un accordo transattivo del debito. Gli interventi incrociati.
L’accordo transattivo sul debito dell’Azienda idrica dei Comuni agrigentini verso Siciliacque è stato concluso oppure no? Siciliacque, che il 28 luglio ha notificato ad Aica un atto di pignoramento presso terzi bloccando i conti correnti aziendali, risponde: “Non è stato raggiunto nessun accordo extragiudiziale. L’unica soluzione è adempiere a quanto stabilito dalla procedura esecutiva in atto per un debito complessivo di Aica, accumulato dal 2023 ad oggi, di circa 23 milioni di euro come sorte capitale. Siciliacque ha ottenuto la provvisoria esecutorietà parziale e limitata a circa 2 milioni di euro, oltre spese legali e interessi di mora previsti dalla legge. E, in assenza di adempimenti spontanei da parte di Aica e dei suoi azionisti, ha dovuto attivare i pignoramenti presso terzi. Pur apprezzando quanto è stato fatto in questi giorni dal nuovo vertice di Aica, al quale rinnoviamo il supporto, permangono gravissime situazioni debitorie di cui i soci di Aica sono a conoscenza.”
E l’Aica, tramite la presidente del Consiglio d’Amministrazione, Danila Nobile, replica: “L’accordo per lo sblocco dei conti correnti esiste, è stato formalmente accettato da Siciliacque e trasmesso anche a Prefettura, Procura della Repubblica e assessorato regionale ai Servizi di pubblica utilità. Il 21 agosto ho inviato a Siciliacque la proposta di pagamento immediato di 2 milioni di euro, di rinuncia ai pignoramenti e di definizione transattiva entro il 30 settembre. Il 22 agosto Siciliacque ha accettato la rinuncia agli interessi post – precetto, impegnandosi con Aica a risolvere entro il 30 settembre la posizione complessiva. L’unica contesa al momento con Siciliacque riguarda la quantificazione degli interessi per la quale Siciliacque ha accettato di rinviare la decisione definitiva al Giudice.”