Comitato “Mare Nostrum”, Legambiente e MareAmico invocano lo smontaggio del dissalatore di Porto Empedocle entro giugno 2026.
Il dissalatore mobile di Porto Empedocle è già in funzione da alcune settimane ma non si raffredda e placa la vertenza sostenuta dal Comitato “Mare Nostrum”, che invoca il trasferimento dell’impianto dall’attuale collocazione nei pressi della centrale Enel in una zona ritenuta più adeguata, ovvero l’area industriale, a est del porto empedoclino, con infrastrutture collaterali già esistenti, e quindi senza incorrere in tante difficoltà. Siciliacque, che è nella stanza dei bottoni del dissalatore, è in attesa di una concessione del demanio marittimo per quattro anni. E all’organo competente, ossia l’Autorità di sistema portuale, il Comitato “Mare Nostrum” ha inviato le proprie osservazioni, firmate anche dalle associazioni ambientaliste Legambiente e MareAmico. Nel documento si oppongono la vicinanza del dissalatore a scuole, uffici pubblici e abitazioni, i possibili danni alla posidonia e ai luoghi di ovodeposizione delle tartarughe marine, la mancanza di studi sulle correnti marine e la precaria trasparenza nelle procedure. Dunque Comitato, Legambiente e MareAmico pretendono che Siciliacque smonti il dissalatore mobile entro giugno 2026 e che si proceda al recupero ambientale del luoghi interessati, restituendo la spiaggia alla sua vocazione turistico – balneare.























