L’assessore regionale al Turismo, Elvira Amata, è stata interrogata dai magistrati della Procura di Palermo. Si procede per corruzione in concorso.
Si è protratto poco più di due ore l’interrogatorio dell’assessore regionale al Turismo, Elvira Amata, indagata dalla Procura di Palermo per corruzione in concorso. Lei ha risposto alle domande dei sostituti Andrea Fusco e Felice De Benedittis, assistita dagli avvocati Giuseppe Gerbino e Sebastiano Campanella. Nell’ambito della stessa inchiesta è coinvolta anche l’imprenditrice Marcella Cannariato, moglie del patron di “Sicily By Car”, Tommaso Dragotto. Ed è un filone delle indagini su contributi regionali a carico anche del presidente dell’Assemblea Regionale, Gaetano Galvagno, anche lui indagato di corruzione. All’assessore Amata è contestato di avere ottenuto dalla Cannariato l’assunzione per sei mesi di un nipote in una società di assicurazioni, e il pagamento di quasi 5.000 euro per l’alloggio dello stesso nipote in un Bed and Breakfast. Elvira Amata, in cambio, avrebbe finanziato con 30.000 euro una manifestazione promossa dalla Fondazione “Marisa Bellisario”, di cui Marcella Cannariato è stata rappresentante regionale. Sia Amata che Galvagno, entrambi di Fratelli d’Italia, sono sotto processo “politico” innanzi ai probiviri del partito. Galvagno ha già risposto un mese addietro. L’Amata ha preferito un rinvio in attesa dell’interrogatorio in Procura sollecitato da lei stessa. Appena fuori dal palazzo di giustizia, dopo il confronto con i magistrati, Elvira Amata ha commentato lapidaria: “Ho risposto a tutte le domande e ho massima fiducia nella magistratura”.



