“Insulti Borsellino”: le scuse di Natoli (video)

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Dopo la divulgazione delle intercettazioni roventi di Natoli verso la famiglia di Borsellino, l’ex magistrato diffonde una lettera di scuse.

A “Lo stato delle cose”, in onda su Rai Tre, sono state trasmesse parti di alcune intercettazioni a carico dell’ex magistrato palermitano Gioacchino Natoli, intento a conversare dentro casa con la moglie e la figlia. Natoli, sotto inchiesta per un presunto insabbiamento dell’indagine “Mafia e appalti” all’epoca delle stragi, definisce i tre figli di Paolo Borsellino “senza neuroni”, e poi non risparmia altri pesanti insulti all’avvocato Fabio Trizzino, marito di Lucia Borsellino, definito una “m…” e alla vedova del giudice, Agnese, “una deficiente”. Adesso, dopo la reazione del figlio di Borsellino, Manfredi, che ha scritto una lettera simbolica ai suoi tre figli: “Non ragionate di loro ma guardate e passate. Continuate a camminare sempre a testa alta”, è lo stesso Natoli a scusarsi con un’altra lettera, diffusa alla stampa, in cui tra l’altro si legge: “Non prendo qui posizione sulla barbara divulgazione di frasi pronunciate nel contesto più privato che esista, la mia casa. Siccome, però, quelle parole sono ormai pubbliche e hanno provocato comprensibile immenso dolore in chi di dolore ne ha già provato troppo, voglio chiedere pubblicamente scusa ai familiari di Paolo Borsellino, che non meritavano certo quest’ulteriore supplizio”. Poi Natoli precisa: “Quelle parole sono state pronunciate a distanza di qualche giorno da quando ho saputo di essere indagato per l’infamante ipotesi di favoreggiamento aggravato alla mafia: una notizia letteralmente sconvolgente che mi ha prodotto tale e tanta disperazione e rabbia da farmi perdere, nell’immediatezza, e nei tumultuosi mesi successivi, lucidità e senno. In questo alterato stato emotivo, sconvolto da disperazione e rabbia, mi sono scappate – tra le mura di casa mia – parole che, in un momento di lucidità, non avrei mai detto, semplicemente perché non le penso né le ho mai pensate. E mi scuso soprattutto per aver tirato in ballo, d’impeto, anche la Signora Agnese, che con garbo, decoro e sobrietà ha sempre custodito la memoria del marito, tramandandone i valori.”

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Angelo Ruoppolo
Giornalista professionista, di Agrigento. Nel febbraio 1999 l’esordio televisivo con Teleacras. Dal 24 aprile 2012 è direttore responsabile del Tg dell’emittente agrigentina. Numerose le finestre radio – televisive nazionali in cui Angelo Ruoppolo è stato ospite. Solo per citarne alcune: Trio Medusa su Radio DeeJay, La vita in diretta su Rai 1, Rai 3 per Blob Best, Rai 1 con Tutti pazzi per la tele, Barbareschi shock su La 7, Rai Radio 2 con Le colonne d’Ercole, con Radio DeeJay per Ciao Belli, su Rai 3 con Mi manda Rai 3, con Rai 2 in Coast to coast, con Rai 2 in Gli sbandati, ancora con Rai 2 in Viaggio nell'Italia del Giro, con Striscia la notizia su Canale 5, con Radio 105 nello Zoo di Radio 105 e Rebus su Rai 3. Più volte è stato presente e citato nelle home page dei siti di Repubblica e di Live Sicilia. Il sosia di Ruoppolo, Angelo Joppolo, alias Alessandro Pappacoda, è stato il protagonista della fortunata e gettonata rubrica “Camera Zhen”, regia di Giovanni Serio, in onda su Teleacras, e del film natalizio “Gratta e scappa”, con una “prima” affollatissima al Cine Astor di Agrigento. I suoi video su youtube contano, al 6 ottobre 2024, 30.317.320 visualizzazioni complessive. Gli sono stati assegnati diversi premi tra cui: "Sipario d'Oro", "Alessio Di Giovanni", "Mimosa d'Oro", "Pippo Montalbano". Indirizzo mail: angeloruoppolo@virgilio.it