Ha sollevato un vespaio di critiche la decisione della preside del Liceo “Leonardo” di Agrigento di ritenere ingiustificata l’assenza degli studenti ieri in occasione della manifestazione della Cgil.
La preside del Liceo “Leonardo” di Agrigento, Patrizia Pilato, ha ritenuto ingiustificata l’assenza degli studenti ieri allorchè partecipanti alla manifestazione della Cgil di solidarietà al popolo palestinese e per la pace. E con apposita circolare ha disposto il rientro in classe degli studenti “accompagnati dai genitori”. In proposito interviene l’Area Progressista di Agrigento tramite il portavoce Nuccio Dispenza che afferma: “Se i ragazzi del Liceo Leonardo sono condannati a rientrare a scuola accompagnati dai genitori, la dirigente che firma un tale provvedimento dovrebbe essere accompagnata alla porta e fatta rientrare solo dopo aver superato un esame ad hoc di Educazione Civica, con domande capestro sulla Costituzione. L’assenza non è ingiustificata ma è ampiamente giustificata da quello che accade non distante da noi. Se non ne fosse informata, vorremmo ricordarle quanti bambini sono morti in Palestina, le potremmo fare vedere le immagini dei bambini pelle e ossa, o quelle delle madri che seppelliscono i figli chiusi in un sudario macchiato di sangue. Spero che professoresse e professori del Liceo Leonardo abbiano un sussulto e prendano le distanze da una così bieca lettura della Storia e da una pericolosa concezione del ruolo dei giovani nel Paese e nel mondo. La dottoressa Pilato pensi al compito più delicato di formare, in una scuola pubblica, giovani consapevoli, responsabili, partecipi delle sorti della democrazia e della civiltà”. E il circolo “Vittoria Giunti” del Partito Democratico di Agrigento commenta: “L’assenza dalle lezioni era più che giustificata. I ragazzi non sono andati ad una scampagnata, ma in virtù del loro senso civico e del loro spirito critico hanno esercitato il loro diritto a manifestare, sancito dalla nostra Costituzione, per esprimere il loro sentimento di fratellanza e di compassione verso un popolo martoriato da decenni di occupazione illegale, che ora è anche affamato e decimato da bombardamenti indiscriminati che colpiscono ospedali, chiese, scuole e abitazioni civili. La circolare della preside Pilato non ha alcun senso, se non quello di una manifestazione autoritaria dal fine meramente punitivo nei confronti degli studenti. In questo modo si finisce per mortificare il ruolo educativo fondamentale della scuola democratica, che dovrebbe formare cittadini consapevoli e responsabili e non schiere di individui forgiati all’obbedienza e al timore delle autorità. La preside si renda conto del grave infortunio in cui è incorsa e ritiri con sollecitudine la circolare punitiva”. E la Cgil agrigentina, tramite il segretario generale Alfonso Buscemi, rivolge solidarietà agli studenti e afferma: “Quella della dottoressa Pilato è stata una scelta grave e lesiva del diritto costituzionale di sciopero e di libera partecipazione alla vita democratica del Paese. Gli studenti, come cittadini e come comunità scolastica, hanno piena legittimità a manifestare il proprio dissenso e a sostenere iniziative che parlano di pace, diritti umani e giustizia internazionale. Auspichiamo che la scuola torni ad essere luogo di confronto, libertà e crescita critica, non di imposizioni e limitazioni arbitrarie. Il tentativo di condizionare o limitare la partecipazione degli studenti non solo contrasta con i principi democratici, ma tradisce la missione educativa che dovrebbe guidare l’istituzione scolastica”.



