La preside del Liceo “Leonardo” di Agrigento, Pilato: “Sulla sanzione agli studenti assenti per la manifestazione Cgil ho applicato il regolamento. No alle strumentalizzazioni politiche”.
E’ stata nell’occhio del ciclone delle critiche perché ha ritenuto ingiustificata, e sanzionato con il rientro accompagnato dai genitori, l’assenza di massa degli studenti venerdì scorso, quando hanno partecipato alla manifestazione della Cigl di solidarietà alla popolazione di Gaza e per la pace. Adesso la preside del Liceo “Leonardo” di Agrigento, Patrizia Pilato, replica e ribadisce la correttezza del proprio operato. E afferma: “La sanzione agli studenti non è una presa di posizione ideologica o politica sui motivi che hanno indotto l’assenza, bensì l’applicazione doverosa di un protocollo previsto per ogni mancata giustificazione o per l’assenza non concordata e non autorizzata da parte di una intera classe o di un gruppo significativo di studenti. Le sanzioni per assenze collettive non autorizzate sono una misura standard e si applicano a prescindere dalla motivazione sottostante, sia essa una protesta o qualsiasi altra forma di allontanamento dai locali scolastici durante l’orario delle lezioni. Non ho tessere di partito né sono ad oggi attivamente impegnata in contesti politici. Il mio operato è quotidianamente guidato esclusivamente dal rispetto del regolamento d’istituto, approvato all’unanimità dagli organi collegiali della scuola, e della normativa vigente che disciplina la frequenza scolastica e la gestione delle assenze. La scuola è un’istituzione della Repubblica e il suo funzionamento non può prescindere dalla legalità e dall’imparzialità. Per la mia specifica formazione la Costituzione Italiana non è mai stata solo un riferimento teorico, ma il fondamento ineludibile di ogni decisione amministrativa e didattica. Al Liceo Leonardo la Costituzione Italiana è uno dei pilastri portanti del programma di Educazione Civica. La sua conoscenza e la sua applicazione pratica sono elementi centrali nella nostra didattica quotidiana e nella nostra missione educativa. Nell’esercizio della leadership educativa che appartiene al mio ruolo, la priorità assoluta è sempre stata la tutela del diritto all’istruzione, sancito dalla nostra Costituzione. L’esercizio di qualsiasi forma di protesta o di dissenso, seppur legittimo, non può risolversi nella sospensione arbitraria e non autorizzata del tempo scuola per la maggioranza degli studenti che desiderano frequentare. Il mio dovere è bilanciare i diritti individuali con l’interesse collettivo, garantendo la sicurezza e l’erogazione del servizio essenziale in capo all’istituzione scolastica. Respingo con fermezza qualsiasi tentativo di strumentalizzazione politica del mio operato e ribadisco che le decisioni prese dalla dirigenza scolastica sono di natura amministrativa e disciplinare, finalizzate a garantire il regolare svolgimento delle attività didattiche e l’assunzione di responsabilità da parte della comunità studentesca. Il tentativo di trasformare l’applicazione delle norme in un dibattito politico sul tema dello sciopero o sulla causa che lo ha ispirato è fuorviante e inaccettabile. Chiunque cerchi di attribuire alla dirigenza scolastica un’agenda politica o una volontà di censura, ignora deliberatamente l’obbligo del dirigente di far rispettare il regolamento e l’importanza della neutralità dell’istituzione scolastica. Il Liceo Leonardo è, e rimarrà, un luogo di libero pensiero e dibattito, dove ogni studente è incoraggiato a sviluppare un senso critico sui temi della contemporaneità. Le forme di partecipazione e di protesta sono legittime e tutelate, ma devono sempre conciliarsi con il rispetto delle regole che governano la vita scolastica, come previsto dalle norme statali e dal patto educativo di corresponsabilità. Invito tutti a riportare la discussione sul piano del regolamento scolastico e a cessare immediatamente di utilizzare la scuola e il ruolo della sua dirigente per fini di propaganda politica. Il mio unico obiettivo è garantire il diritto allo studio e la sicurezza di tutti gli studenti, nel quadro della legalità”.























