Revocata la confisca per 100 milioni di euro al cosiddetto “Re dei detersivi” Giuseppe Ferdico. Restituito il patrimonio. Il perché del provvedimento.
Il 13 aprile del 2022 la sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, su istanza della Procura antimafia, ha proceduto, tramite la Guardia di Finanza, alla confisca definitiva del patrimonio, stimato in circa 100 milioni di euro, di Giuseppe Ferdico, 68 anni, imprenditore palermitano leader nel settore dei detersivi a Palermo. Adesso la Corte d’Appello di Caltanissetta ha revocato la confisca, la Procura generale non si è opposta con ricorso, e pertanto il provvedimento è definitivo. Per i magistrati nisseni non vi è più il presupposto che Ferdico fosse un imprenditore colluso, legato da un rapporto di scambio con la mafia. Nel corso dei processi è emerso che lui ha pagato il pizzo per la cosiddetta “messsa a posto”, ma – scrivono testualmente i giudici d’Appello – sono “vaghi, generici e ambigui” gli elementi a sostegno della tesi che l’imprenditore avrebbe beneficiato dell’appoggio mafioso. Secondo le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, Giuseppe Ferdico avrebbe utilizzato, nella gestione della sua attività di commercializzazione di detersivi, anche risorse finanziarie di Claudio Lo Piccolo, figlio del boss Salvatore, e di altri esponenti del mandamento di San Lorenzo. L’imprenditore sarebbe stato, inoltre, titolare di immobili ad uso commerciale che sarebbero appartenuti alla famiglia mafiosa di Carini, e avrebbe immesso nelle proprie società 400 milioni di lire riconducibili alla famiglia dell’Acquasanta. Inoltre, all’atto dell’arresto di Provenzano e dei Lo Piccolo furono trovati dei “pizzini” il cui contenuto avrebbe avvalorato la contiguità di Ferdico alla mafia, a cui avrebbe garantito posti di lavoro e corrisposto periodicamente ingenti somme di denaro come ripartizione degli utili. La confisca ha afferrato quote societarie di 6 imprese operanti nel settore della maxi distribuzione di detersivi, proprietarie di 4 complessi immobiliari a destinazione commerciale (ipermercati) e industriale (centro distribuzione merci), con sedi a Palermo e Carini. Poi 4 conti correnti, 13 terreni, 16 appartamenti a Palermo, 2 ville di lusso in località Tommaso Natale e Sferracavallo, per un valore complessivo di oltre 100 milioni di euro. Ferdico è stato condannato in Appello a 9 anni e 4 mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. La Cassazione ha annullato la condanna e ha rinviato gli atti ancora in Appello solo per l’imputazione di intestazione fittizia di beni, nel frattempo prescritta. Ecco perché i difensori del “re dei detersivi”, gli avvocati Roberto Tricoli e Luigi Miceli, hanno proposto la revoca della confisca del patrimonio. E commentano: “Abbiamo sempre creduto che le accuse rivolte al signor Ferdico, sia in sede penale che in sede di prevenzione, fossero infondate. E continuiamo a ritenere che la confisca di prevenzione senza condanna sia incompatibile con lo stato di diritto.”