San Biagio Platani, nel cuore dei monti Sicani, la bellezza è un gesto collettivo. Fino al 20 agosto scorso, il paese agrigentino si è animato con “Archi d’estate 2025”, manifestazione che porta lungo il corso principale installazioni di arte effimera ispirate alla storica tradizione degli Archi di Pasqua e rilette in chiave contemporanea. L’iniziativa è il cuore pulsante del progetto “RiGenerAzioni Archi di Piano 2030”, finanziato dal bando Borghi del Ministero della cultura.
Qui l’arte non si limita all’esposizione: diventa processo, coinvolgimento, memoria. A realizzare le opere sono stati artigiani, giovani, artisti e associazioni, uniti da un unico obiettivo: restituire identità e prospettive a un territorio che ha scelto di rigenerarsi attraverso la cultura.
Siamo più in prossimità del Natale, ma a San Biagio Platani, si pensa già all’edizione 2026 degli Archi. D’altronde, proprio gli Archi, anche quelli di Agosto, hanno calamitato l’attenzione di tanti visitatori che sono rimasti così incantati che hanno trascinato altre persone, amici e parenti, a visitare questo borgo.
“Un qualcosa di straordinario – dice il sindaco Salvatore Di Bennardo – stiamo lavorando moltissimo su un modello di rigenerazione partecipata. In contrada Montagna abbiamo attivato un’area camper per il turismo lento, mentre nel centro urbano la rifunzionalizzare dell’anfiteatro comunale, destinato a ospitare laboratori e spazi di coworking. Uno dei nostri fiori all’occhiello sarà la ristrutturata biblioteca comunale. La cultura, a San Biagio Platani, non è una vetrina: è un cantiere aperto”.
“I vecchi libri sono danneggiati, molti sono andati persi – dice l’assessore al turismo Paola Busciglio –. Chiediamo ai cittadini, alle università, alle fondazioni e agli editori di contribuire donando un libro. È un piccolo gesto per diventare parte di un grande cambiamento”.
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