La giunta regionale ha sospeso dirigenti e manager nelle more dell’inchiesta su appalti e sanità della Procura di Palermo. I dettagli.
La giunta regionale, convocata d’urgenza dal presidente Schifani rientrato in anticipo da Bruxelles, ha sospeso dall’incarico, a tempo indeterminato nelle more dell’inchiesta su appalti e sanità della Procura di Palermo, Maria Letizia Di Liberti, dirigente generale del dipartimento regionale alle Politiche sociali. Al suo posto, ad interim, subentra il dirigente del dipartimento Lavoro, Ettore Foti. Schifani ha inoltre sollecitato all’assessore alle Politiche sociali, Nuccia Albano (quota Cuffaro), di revocare l’incarico al suo segretario particolare, Vito Raso, storico collaboratore di Cuffaro, anche lui indagato. E poi, l’assessore all’Agricoltura, Luca Sammartino, avvierà il procedimento disciplinare con sospensione cautelare dal servizio del direttore generale del Consorzio di Bonifica 2 di Palermo, Giovanni Tomasino. Scosse anche all’Azienda sanitaria provinciale di Siracusa, epicentro delle indagini. Si è auto-sospeso il manager Alessandro Caltagirone, indagato. L’assessore Faraoni nominerà presto un commissario, Chiara Serpieri, già direttore generale di altre Aziende sanitarie in Piemonte e componente del consiglio direttivo della Fiaso, la Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere, che svolgerà l’incarico a titolo gratuito per sei mesi. In una nota della Presidenza della Regione si legge: “Tali misure si rendono necessarie per la gravità dei fatti emersi e per la loro possibile incidenza sull’immagine e sul corretto funzionamento dell’amministrazione regionale e degli enti sottoposti a vigilanza e controllo. Pur riaffermando il principio di presunzione di innocenza e la tutela dei diritti di difesa, la Giunta ha scelto di intervenire con tempestività per salvaguardare prestigio, credibilità e trasparenza delle istituzioni siciliane”.























