Le opposizioni all’Assemblea Regionale annunciano la presentazione di una mozione di sfiducia al governo Schifani. L’intervento.
Le opposizioni all’Assemblea Regionale, in ritiro nell’Abbazia Benedettina di San Martino delle Scale a Monreale, annunciano la presentazione di una mozione di sfiducia firmata da tutti e 23 i deputati dei gruppi di minoranza. Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Controcorrente di La Vardera tuonano: “Il presidente Schifani è fuggito dalle sue responsabilità, dopo aver riportato indietro la Sicilia con tre anni di scandali, mala gestione e spreco di risorse”. Gli stessi oppositori si rivolgono agli altri parlamentari regionali, perché per approvare la mozione di sfiducia serve la maggioranza assoluta, quindi 36 voti, e loro sono 23. E quindi invocano: “Mandiamo un messaggio chiaro: è il momento di mandare a casa il governo Schifani, che ha riportato in vita il ‘cuffarismo’ come metodo di governo in tutta la macchina regionale, a partire dalla sanità. Siamo a un punto di svolta cruciale: chi sostiene la mozione sceglie di liberare questa terra; chi non la sosterrà, evidentemente, sceglierà di non farlo”. Poi ribadiscono: “La Sicilia ha bisogno di una guida nuova, credibile e libera da ombre che ne rallentano sviluppo e dignità istituzionale. E’ il momento della responsabilità e della costruzione di un futuro diverso per la nostra regione”. Cateno De Luca stuzzica le opposizioni, e propone: “Se davvero tutte le opposizioni hanno gli attributi e vogliono fare una cosa concreta, la soluzione è semplice: dimettetevi tutti e 23, che lo faremo anche noi di ‘Sud chiama Nord’ insieme a voi”. Risponde l’opposizione con Di Paola, Schillaci e La Vardera; “A chi ci chiede se siamo pronti a dimetterci, rispondiamo che siamo prontissimi. Ma ricordiamo che servono 36 firme contemporanee, altrimenti subentrerebbero i relativi primi dei non eletti, facendo un grande favore a Schifani. Forse qualcuno non conosce le regole del gioco”.