Vito Raso, storico segretario dell’ex presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro, ha respinto ogni addebito nell’ambito dell’inchiesta su appalti e concorsi presunti pilotati nella sanità per la quale la Procura di Palermo ha proposto la misura cautelare degli arresti domiciliari per lui e altri 17 indagati. Raso, assistito dall’avvocato Marco Traina, in occasione dell’interrogatorio preventivo innanzi al giudice per le indagini preliminari Carmen Salustro, ha bollato le contestazioni di reato come “un’accusa che non sta né in cielo né in terra, molto infamante. Un mucchio di carte che non c’entra niente”. Secondo la Procura, Raso avrebbe assicurato a Cuffaro un accesso privilegiato a bandi, concorsi e nomine pubbliche, trasformando l’ufficio dell’assessorato alle Politiche sociali e al Lavoro in un luogo di riunioni finalizzate alla cura di interessi politici personali.























