A Porto Empedocle un operaio di Bronte a lavoro per l’impresa attualmente impegnata nelle opere di ristrutturazione del viadotto Re, lungo la strada statale 115, ha rinvenuto sul posto, a ridosso del cancello d’ingresso del cantiere, una bottiglia di plastica con dentro benzina, un accendino e una cartuccia inesplosa. In proposito la Fillea CGIL di Agrigento e la CGIL provinciale affermano: “E’ un episodio inquietante che richiama quanto accaduto alcune settimane fa in via Caduti di Marzabotto, nel quartiere agrigentino di Villaseta, dove in un cantiere erano stati recapitati altrettanti messaggi intimidatori. Il Segretario Generale della Fillea CGIL Francesco Cosca e il Segretario della CGIL di Agrigento, Alfonso Buscemi, esprimono piena solidarietà ai lavoratori e ai proprietari delle imprese coinvolte. Cosca e Buscemi si dicono certi che le indagini in corso faranno piena luce sui fatti e sulle matrici di queste intimidazioni. Il sindacato guidato da Maurizio Landini ricorda di aver già segnalato il rischio di possibili infiltrazioni mafiose legate all’arrivo di nuovi lavori pubblici e dei relativi finanziamenti. Per evitare che le opere in corso e future possano essere ostacolate in una provincia già fragile, la Fillea CGIL di Agrigento si dichiara disponibile non solo a sottoscrivere protocolli d’intesa con i Comuni che vorranno aderire, ma anche a sostenere ogni iniziativa utile alla crescita economica del territorio. In questa direzione, il sindacato propone la costituzione di un tavolo prefettizio dedicato alle opere pubbliche della provincia, spesso considerate appetibili dalla criminalità organizzata. I Segretari della Fillea e della CGIL confidano in un riscontro da parte di Sua Eccellenza il Prefetto di Agrigento, Salvatore Caccamo, che ha già dimostrato grande sensibilità su questi temi, intervenendo recentemente con un vertice in Prefettura per favorire il completamento delle opere in corso e per individuare soluzioni di viabilità alternativa, in particolare nel tratto che interessa Porto Empedocle”.






















