L’Area progressista di Agrigento, tramite il portavoce Nuccio Dispenza, interviene a seguito di quanto emerso per Agrigento dal report di Italia Oggi sulla qualità della vita in Italia. E afferma: “Nel giorno in cui il sindaco di Asti sente di potersi togliere i sassolini dalle scarpe e denunciare che il titolo di Capitale della Cultura ad Agrigento praticamente fu un furto determinato da “dinamiche esterne”, l’annuale indagine di ItaliaOggi, con Italian Communications e la Sapienza di Roma, appare un rovinoso decreto di fallimento. Il sindaco di Asti, Maurizio Rasero (peraltro di centrodestra) non avrebbe potuto parlare se la giunta Miccichè e gli altri corresponsabili avessero fatto di questo 2025 un’occasione di crescita civile e culturale della città. Il sindaco di Asti parla avendo in mano i dati incontrovertibili di un fallimento, su tutti i piani, quello dell’immagine in testa. Non è un caso che questo accada quando sono resi noti i risultati dell’autorevole indagine guidata da un giornale economico come Italia Oggi, con l’Italian Communications e col supporto autorevole di un centro di ricerca come l’università La Sapienza. Sono dati devastanti che, proprio in questo 2025 che avrebbe potuto essere l’anno del riscatto, vedono la nostra città in profonda sofferenza, e in settori vitali: lavoro, reddito e turismo. Dati da baratro, che non risparmiano la città in alcun elemento della ricerca. Traducendo i dati dello studio, si può sintetizzare che ad Agrigento si vive più male di prima; che ad Agrigento non c’è lavoro per i giovani che vorrebbero restare o tornare; che Agrigento è più povera, che ad Agrigento non si ha il diritto alla salute e alla cura; che la città – è questo è uno schiaffo – in questo 2025 riesce a perdere posizioni pure alla voce turismo. Il fallimento è certificato, resta un danno incalcolabile che chiederà soluzioni straordinarie. Determinanti saranno il giudizio e la volontà degli agrigentini. Non perdano l’occasione di farsi sentire”.























