Ismaele La Vardera, deputato regionale e leader di Controcorrente, lancia da Agrigento un appello alla coalizione che lavora alla sfiducia del presidente Schifani e punta a costruire un fronte unito per le amministrative del 2026. Secondo il parlamentare, le recenti inchieste che hanno coinvolto figure di primo piano della politica regionale confermano quanto la provincia, pur marginale, continui a essere terreno fertile per un sistema ormai logoro. La Vardera parla di un’occasione storica per chiudere con un passato che avrebbe “distrutto il territorio”, ricordando come perfino la candidatura a Capitale della Cultura si sia trasformata nell’ennesima opportunità mancata. Controcorrente sarà in campo con una propria lista e il nome di Michele Sodano, ex deputato nazionale del Movimento 5 Stelle poi indipendente, è tra quelli presi in considerazione come possibile candidato sindaco, anche se la scelta definitiva avverrà insieme agli altri partiti della coalizione. Le primarie non vengono escluse, pur considerate difficili da applicare in ogni comune, ma La Vardera insiste sulla necessità di restituire la politica ai cittadini e sottrarla alla “lobby degli amici degli amici”. Ribadisce anche la sua posizione sul sorteggio nelle nomine sanitarie, che secondo lui sarebbe uno strumento utile ad arginare clientele e pressioni politiche, soprattutto alla luce delle recenti indagini che avrebbero svelato dinamiche di potere radicate. Controcorrente, già presente in diversi comuni della provincia, punta su Agrigento come banco di prova, senza escludere la possibilità che le elezioni comunali si intreccino con un eventuale voto anticipato per la Regione. Sulla mozione di sfiducia a Schifani, La Vardera afferma che si tratta dell’unico modo per l’opposizione di far valere le proprie ragioni e precisa che chi voterà la sfiducia “non starà con Cuffaro”. A suo giudizio, il presidente è politicamente troppo compromesso per potersi salvare con qualche rimozione tattica, perché avrebbe guidato una coalizione fondata su clientelismo e mala politica.























