L’operazione dei Carabinieri a Licata che ha sgominato un giro di prostituzione: altri particolari emersi dall’inchiesta coordinata dalla Procura di Agrigento.
A Licata i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari tre persone: Calogero Licata, 71 anni, Calogero Calandra, 75 anni, e Raimondo Tedesco, 68 anni, difesi dagli avvocati Alessandro Marchica e Rosario Magliarisi. E il Tribunale di Agrigento, come proposto dalla Procura, ha imposto il divieto di dimora nei Comuni di Licata, Palma di Montechiaro, Campobello di Licata, Ravanusa, Butera e Gela ad una donna dominicana, Miguelina Beato Jorge, 50 anni, assistita dall’avvocato Giuliana Gallone, e ad un’altra dominicana, Carmen Sixta Angulo Meregildo, conosciuta come “Carmensita”, 58 anni. Sono indagati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Le indagini sono state condotte dall’ottobre del 2024 al settembre scorso.
La scintilla che ha incendiato il fuoco investigativo dei Carabinieri è stato un casolare fatiscente lungo la strada statale 123 in contrada Piana Bugiades, in zona di campagna, e delle sudamericane nei pressi insieme ad un uomo già con precedenti per prostituzione. Nel business sono state impiegate donne extracomunitarie. Pagamenti in denaro. Le prestazioni sessuali in tre immobili, adesso sequestrati. Intercettazioni telefoniche, video – sorveglianza, osservazione, pedinamenti e annunci su internet hanno svelato e documentato il meretricio. Secondo quanto accertato dai militari dell’Arma, le prostituite avrebbero versato agli indagati circa 50–60 euro al giorno per l’utilizzo degli immobili, oltre a ulteriori somme (tra 10 e 40 euro) per servizi accessori quali trasferimenti dalla sosta dell’autobus, accompagnamenti per l’acquisto di generi alimentari e ricariche PostePay o Mooney Transfer necessarie alla pubblicazione degli annunci online.



