La Procura di Palermo ha notificato 17 avvisi di conclusione delle indagini preliminari a carico di altrettanti presunti affiliati ai clan di Agrigento Villaseta e di Porto Empedocle, destinatari di misure cautelari il 10 luglio scorso. A vario titolo si contestano, con l’aggravante associativa, i reati di traffico e spaccio di droga, estorsioni, danneggiamenti e intimidazioni anche a colpi d’arma da fuoco, nel dettaglio un fucile mitragliatore, tra Agrigento e Porto Empedocle, tra un panificio – gastronomia e un frutta e verdura.
I 17 sono:
James Burgio, 33 anni, di Porto Empedocle
Pietro Capraro, 40 anni, di Agrigento
Salvatore Carlino, 35 anni, di Canicattì
Antonino Crapa, 54 anni, di Favara
Stefano Fragapane, 33 anni, di Agrigento
Vincenzo Iacono, 48 anni, di Agrigento
Gaetano Licata, 42 anni, di Agrigento
Salvatore Lombardo, 37 anni, di Agrigento
Agostino Marrali, 29 anni, di Porto Empedocle
Salvatore Prestia, 45 anni, di Porto Empedocle (cognato del boss Gerlandino Messina)
Simone Sciortino, 23 anni, di Agrigento
Calogero Segretario, 30 anni, di Agrigento
Cristian Terrana, 32 anni, di Agrigento
Alessandro Calogero Trupia, 36 anni, di Agrigento
Andrea Sottile, 27 anni, di Agrigento
Antonio Guida,19 anni, di Agrigento
Danilo Barbaro, 40 anni, di Agrigento.
Al vertice vi sarebbero stati gli empedoclini James Burgio e Salvatore Prestia e i villasetani Pietro Capraro e Gaetano Licata.























