

Secondo quanto contestato nei capi di imputazione, il 18 maggio 2015, innanzi al Palazzo di Giustizia di Palermo, Arnone ha esposto un maxi striscione recante numerose accuse, ritenute false e gravemente diffamatorie, nei confronti di Cicero, all’epoca presidente dell’Irsap. Munito di microfono e alla presenza di operatori audio e video che registravano le sue dichiarazioni, Arnone diffuse ulteriori affermazioni denigratorie, lesive della reputazione di Cicero.
In sintesi, Cicero fu ingiustamente indicato da Arnone come autore di gravissimi illeciti, come soggetto organico a una presunta “associazione a delinquere” e come esecutore di ordini illeciti e clientelari, accusandolo inoltre di illecita attribuzione di incarichi legali dell’Irsap ad alcuni avvocati e, per tali ragioni meritevole di indagini nonché di essere giudicato a processo.
Arnone è attualmente imputato in cinque procedimenti penali in cui Cicero è parte offesa e parte civile, sempre assistito dall’avvocato Petitto.



