Dopo avere incassato la fiducia dell’Assemblea Regionale, il presidente Schifani rilancia: “Abbiamo il diritto e il dovere di governare. Siamo dalla parte giusta”.
E dunque l’Assemblea Regionale Siciliana ha bocciato la mozione di sfiducia al presidente Schifani proposta dall’opposizione, tra Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Controcorrente. Dopo quasi cinque ore di dibattito, i voti contrari sono stati 41, e 26 a favore. Prima del voto, Schifani è intervenuto in Aula, ha criticato i toni belligeranti degli oppositori, ha svolto un breve consuntivo dell’attività di governo, sulle inchieste ha ricordato di essere stato nel 2003, da capogruppo di Forza Italia al Senato, uno dei promotori della permanenza del 41 bis non come misura transitoria ma definitiva. Poi ha annunciato che la prossima settimana la giunta approverà la riforma del metodo di nomina dei manager della Sanità. E ha spiegato di avere revocato l’incarico ai due assessori della Democrazia Cristiana, Albano e Messina, “per contrastare l’utilizzo di un partito a fini illegittimi”. Poi ha aggiunto: “Sono garantista, Albano e Messina sono integri, per Cuffaro bisogna attendere che le indagini siano confermate da sentenze. E, trattandosi di corruzione, quale colpa ha il governo o il presidente a fronte di un patto corruttivo tra corruttore e corrotto?”. Poi, dopo avere incassato la fiducia, ancora verso l’opposizione Schifani si è rivolto così: “Anche in caso di mie dimissioni, voi non avreste una proposta alternativa. Il vostro è il partito del No, ai termovalorizzatori, al Ponte dello sviluppo. Avete contestato l’inverosimile. Noi continueremo a lavorare. Nessun dubbio sull’esito della votazione. Siamo dalla parte del giusto. Abbiamo il diritto e il dovere di governare. Così come hanno votato i siciliani, che hanno affidato a noi l’incarico di governare”.



