Ecco ciò che il giudice Salustro ha scritto nell’ordinanza di arresto di Totò Cuffaro, condividendo l’ipotesi del “sistema” e del “comitato d’affari”.
Nel motivare l’arresto ai domiciliari, proposto dalla Procura di Palermo, dell’ex presidente della Regione Siciliana e segretario nazionale dimissionario della Democrazia Cristiana, Totò Cuffaro, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Carmen Salustro, tra l’altro, in riferimento all’ipotizzato “Sistema Cuffaro” e al presunto “Comitato d’affari” da lui orchestrato, ha scritto: “Con il ‘sistema‘ gli indagati agivano per rafforzare le potenzialità del partito di nuova costituzione, individuando come strategia principale quella di condizionare l’andamento di appalti pubblici, e più in generale di procedure amministrative, tramite pubblici funzionari fidelizzati, operativi nei seguenti settori: i Consorzi di bonifica, anche grazie al ruolo di Dirigente Generale del Consorzio per la Sicilia Occidentale ricoperto da Giovanni Giuseppe Tomasino, e la sanità pubblica, soprattutto nella città di Palermo – anche grazie all’appoggio fornito da Roberto Colletti, Direttore Generale di Villa Sofia-Cervello- nella città di Siracusa – ove è Direttore Generale dell’Azienda sanitaria un altro soggetto molto vicino a Cuffaro. E’ estremamente significativo che gli indagati parlassero di spartizione di nomine come se la composizione delle commissioni aggiudicatrici dell’ente pubblico andasse scelta non in considerazione dell’oggetto dell’appalto e delle competenze dei membri utili a consentire la miglior valutazione possibile delle offerte, ma secondo logiche di potere, tese ad avvantaggiare questa o quella fazione politica, questo o quell’imprenditore. Cuffaro, con pervicacia e spregiudicatezza, ha sistematicamente sfruttato il potere politico da più parti riconosciutogli, e approfittato delle conoscenze dirette esistenti con pubblici ufficiali, dallo stesso reputati influenzabili in ragione del supporto politico garantito, per assecondare e favorire le richieste avanzate da privati, concludendo accordi illeciti, con grave compromissione dell’interesse pubblico.”



