La Guardia di Finanza ha eseguito sette misure cautelari, tra divieto di dimora nei Comuni di Trapani e Milazzo e di svolgere uffici direttivi ad altrettanti vertici della Liberty Lines, società di trasporti marittimi per le isole minori siciliane. L’inchiesta della Procura di Trapani coinvolge complessivamente 48 indagati tra manager e dirigenti di Liberty Lines e Sns società di navigazione siciliana. Liberty Lines ha un fatturato di oltre 90 milioni di euro, un attivo patrimoniale di 150 milioni, e 750 dipendenti. I reati ipotizzati a vario titolo sono frode nella pubblica fornitura, truffa, falsità ideologica, violazioni della sicurezza dei trasporti, violazioni delle norme di navigazione. In particolare, la società avrebbe incassato finanziamenti pubblici per i collegamenti marittimi senza comunicare avarie delle proprie unità, impedendo i controlli sulla sicurezza e sull’efficienza del servizio. La Guardia di Finanza ha già eseguito lo scorso 20 novembre un sequestro preventivo, adesso confermato dal Tribunale, ammontante a circa 180 milioni di euro, disposto d’urgenza dalla Procura, con un decreto di 2.600 pagine. Sono stati nominati tre amministratori giudiziari per garantire la continuità dell’attività aziendale e i collegamenti marittimi.























