La Fondazione Teatro Pirandello di Agrigento ha diffuso un’intervista a consuntivo e in prospettiva (anche in video) alla direttrice artistica, Roberta Torre.
Torre, con l’entusiasmo di chi vede germogliare un seme appena piantato, lo conferma:
“È presto per fare un bilancio, abbiamo avuto solo due spettacoli, ma sono davvero molto felice. L’accoglienza al primo titolo, Prima Facie, è stata straordinaria, per nulla scontata. È un’opera che ha girato il mondo e affronta un tema caldissimo, quello del consenso a prima vista: il pubblico agrigentino l’ha colta nei minimi dettagli.”
Una partenza intesa, emotiva, che ha subito trovato un contrappunto brillante con “Il Vedovo”, rivisitazione teatrale del capolavoro di Sordi.
“Uno spettacolo completamente diverso, anni Cinquanta, grande commedia – racconta Torre – e anche qui il pubblico ha reagito con entusiasmo. Le risate, la leggerezza, la partecipazione… Tutto questo ci dice molto sul modo in cui Agrigento vive il teatro.”
A sorprendere, infatti, non è stata solo la partecipazione in sala: il Pirandello ha introdotto una novità molto apprezzata, il talk post-spettacolo.
“È stata un’idea vincente”, spiega Torre. “Il pubblico ama poter parlare con gli attori a caldo, ascoltare le loro impressioni, entrare nelle storie. È un modo per abbattere il confine tra platea e palcoscenico.”
Fin dal suo arrivo, la direttrice artistica ha scelto una linea precisa: ascoltare la città.
“Non ho imposto un’impronta personale. Ho percepito desideri e necessità: Agrigento aveva voglia di qualcosa di inedito, di nuovo, di particolare. Voleva affetto, cura, attenzione. Questo teatro deve essere un germe che cresce, non un progetto che comincia e finisce.”
Una visione che si traduce in un cartellone aperto, fluido, contemporaneo:
“Mescolare linguaggi, proposte culturali, codici diversi: dalla commedia al pop, dal classico al musicale. Il Pirandello deve parlare più lingue, per parlare a più persone.”
Tra le iniziative più ambiziose, il Fringe Pirandello, che sta riscuotendo interesse in tutta Italia.
“Ho voluto legarlo al nome di Pirandello e insieme riportare alla luce luoghi della città poco frequentati. Saranno piccole piazze teatrali, animate da giovani e meno giovani che seguiranno corsi di drammaturgia con Ottavio Cappellani.”
Un festival che nasce da una rete di collaborazioni prestigiose:
“Università, Teatro Stabile di Catania, il quotidiano La Sicilia che pubblicherà i racconti nati dalle lezioni, incontri con grandi professionisti italiani di costumi, scenografia, luci, recitazione… È un modo per collegare Agrigento e la Sicilia al mondo, come merita.”



