La direzione del Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo ha disposto la sospensione cautelativa dal servizio dei quattro dipendenti della camera mortuaria nei confronti dei quali la Procura di Palermo ha avanzato richieste di rinvio a giudizio con istanza di custodia cautelare in carcere. I dipendenti sono indagati di associazione a delinquere per aver richiesto e incassato denaro al fine di accelerare le pratiche di rilascio delle salme. 52 complessivamente sono gli indagati tra cui due impresari di pompe funebri agrigentini: A C, (sono le iniziali del nome) di Sambuca di Sicilia, 62 anni, e B S, 37 anni, di Sciacca. E sono numerosi gli agrigentini vittime delle estorsioni, tra Cammarata, Favara, Ribera e Licata.