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Galvagno traccia il bilancio del 2025: “L’attività è stata tra le più intense dell’Ars”

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Gaetano Galvagno

Trasparenza e responsabilità istituzionale. Due temi al centro dell’intervento del presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, che nella sede dell’Ars di Catania ha tenuto il tradizionale incontro di fine anno con la stampa per lo scambio degli auguri, occasione utilizzata anche per una relazione sull’attività parlamentare e sulla legge di stabilità appena approvata. “Ogni anno, dal mio insediamento, tengo una relazione di consuntivo non per stabilire chi ha fatto meglio o peggio, ma per capire se siamo in linea rispetto ai dati oggettivi”, ha chiarito subito Galvagno, che ha snocciolato i numeri dell’attività svolta. Il confronto con le legislature precedenti restituisce, secondo quanto ha esposto il presidente dell’Ars, un dato significativo: “Siamo perfettamente in linea sul numero dei disegni di legge approvati, ma il numero delle impugnative è nettamente inferiore”. Il tasso è passato “da circa il 21% al 7%”, un risultato che Galvagno ha interpretato come l’effetto di “un lavoro migliore alla base, che tiene conto dei profili di costituzionalità e del rispetto delle norme nazionali”. Un passaggio rilevante è stato dedicato alla qualità del lavoro parlamentare e al ruolo delle commissioni, in particolare della Commissione Bilancio. “I numeri dicono che l’attività è stata tra le più intense dell’Assemblea, anche perché molte leggi approvate hanno avuto natura economica”, ha evidenziato il presidente.

Positivo anche il dato sull’attività ispettiva: “Il numero di interrogazioni trattate e concluse è superiore rispetto al passato. Questo significa che il Parlamento ha dato risposte in tempi utili”. Un elemento che, ha evidenziato Galvagno, rafforza il rapporto tra istituzioni e cittadini: “Se le risposte arrivano dopo due anni, l’attività ispettiva perde senso”. Il cuore dell’intervento ha riguardato la Legge di stabilità, approvata per il terzo anno consecutivo senza ricorrere all’esercizio provvisorio. “Non ci sono precedenti analoghi nella storia recente dell’Assemblea”, ha rivendicato Galvagno. “In termini semplici – ha spiegato – significa poter programmare la spesa, impegnare le risorse e garantire certezza agli enti e ai servizi, dalla sanità alle politiche sociali“. Una condizione che incide anche sull’affidabilità finanziaria della Regione: “Il rating è determinato anche dalla stabilità istituzionale e dalla puntualità dei documenti contabili. Quando si dice che la Sicilia ha un rating migliore, è anche frutto di questo lavoro”, ha sottolineato. Non sono mancati riferimenti alle tensioni politiche emerse durante l’iter della manovra, definita dal presidente “la finanziaria più pesante mai approvata”, passata “da 28 a 136 articoli” senza ricorrere a maxi-emendamenti. Galvagno ha difeso la scelta di privilegiare il metodo regolamentare, ribadendo però il rammarico per alcune norme ordinamentali tagliate: “In alcuni casi si è guardato al metodo e non al merito. Così si è buttato il bambino con l’acqua sporca”. In particolare, il presidente ha citato il caso delle norme sull’endometriosi: “Quando una collega (Luisa Lantieri, ndr) lavora per 45 giorni su un tema sensibile ed è costretta a vedere il proprio lavoro stralciato, è normale che si arrabbi. Aveva ragione”. Da qui il riferimento a chi è rimasto “a bocca asciutta”, espressione che Galvagno ha voluto chiarire come riconoscimento dell’impegno parlamentare, non come polemica politica.

Sul clima in Aula e sui rapporti con le forze di maggioranza e opposizione, Galvagno ha respinto ricostruzioni di fratture istituzionali: “Il Parlamento non è di una forza politica, ma di tutte le forze politiche”. E ha difeso la gestione dei lavori: “Bisogna avere senso di responsabilità. Non è accettabile usare le dichiarazioni di voto solo per rallentare l’approvazione della manovra”. Da qui l’apertura a una possibile revisione regolamentare: “Il regolamento così com’è non funziona più. Non si tratta di imbavagliare nessuno, ma di garantire efficienza e trasparenza”. In chiusura, Galvagno ha rivendicato il senso complessivo dell’azione istituzionale: “Non è più bravo chi non inserisce norme, ma chi migliora i testi. L’attività legislativa è questo”. Un messaggio che, nelle intenzioni del presidente dell’Ars, mira a riportare il dibattito pubblico “dentro la normalità istituzionale”, allontanando semplificazioni e letture strumentali.

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Angelo Ruoppolo
Giornalista professionista, di Agrigento. Nel febbraio 1999 l’esordio televisivo con Teleacras. Dal 24 aprile 2012 è direttore responsabile del Tg dell’emittente agrigentina. Numerose le finestre radio – televisive nazionali in cui Angelo Ruoppolo è stato ospite. Solo per citarne alcune: Trio Medusa su Radio DeeJay, La vita in diretta su Rai 1, Rai 3 per Blob Best, Rai 1 con Tutti pazzi per la tele, Barbareschi shock su La 7, Rai Radio 2 con Le colonne d’Ercole, con Radio DeeJay per Ciao Belli, su Rai 3 con Mi manda Rai 3, con Rai 2 in Coast to coast, con Rai 2 in Gli sbandati, ancora con Rai 2 in Viaggio nell'Italia del Giro, con Striscia la notizia su Canale 5, con Radio 105 nello Zoo di Radio 105 e Rebus su Rai 3. Più volte è stato presente e citato nelle home page dei siti di Repubblica e di Live Sicilia. Il sosia di Ruoppolo, Angelo Joppolo, alias Alessandro Pappacoda, è stato il protagonista della fortunata e gettonata rubrica “Camera Zhen”, regia di Giovanni Serio, in onda su Teleacras, e del film natalizio “Gratta e scappa”, con una “prima” affollatissima al Cine Astor di Agrigento. I suoi video su youtube contano, al 6 ottobre 2024, 30.317.320 visualizzazioni complessive. Gli sono stati assegnati diversi premi tra cui: "Sipario d'Oro", "Alessio Di Giovanni", "Mimosa d'Oro", "Pippo Montalbano". Indirizzo mail: angeloruoppolo@virgilio.it