La Corte dei Conti ha fortemente criticato la gestione del sistema idrico in Sicilia negli ultimi 25 anni, evidenziando gravi inefficienze e peggioramenti complessivi nel ciclo idrico integrato. Nel referto sulla gestione dell’emergenza idrica, i magistrati hanno sottolineato che le soluzioni proposte, come le grandi dighe e l’eliminazione delle perdite nelle reti di distribuzione, non hanno portato a miglioramenti significativi. Al contrario, la situazione è addirittura peggiorata.
I giudici hanno anche bocciato l’utilizzo dei dissalatori, considerati una soluzione marginale e inefficiente. Questi impianti, infatti, sono attivi solo durante le fasi più critiche dell’anno e non offrono una soluzione stabile e conveniente rispetto ad altri metodi, come il miglioramento delle reti di distribuzione e l’uso di pozzi e invasi esistenti.
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha risposto alle critiche della Corte, ammettendo che la situazione è frutto di problemi strutturali accumulati nel tempo e di una gestione frammentata delle competenze. Tuttavia, Schifani ha sottolineato gli sforzi in corso da parte del suo governo per affrontare l’emergenza, con un piano di interventi che include la manutenzione delle dighe e la gestione delle risorse idriche. «Abbiamo attivato dissalatori operativi e investito oltre 200 milioni di euro, con l’obiettivo di incrementare del 30% la disponibilità idrica nelle aree più colpite», ha dichiarato il presidente, annunciando anche una riforma della governance per migliorare l’efficienza del sistema.