La notte di Capodanno lascia dietro di sé un bilancio di feriti gravi per l’uso di petardi e fuochi d’artificio, con alcuni casi che hanno richiesto il trasferimento d’urgenza negli ospedali di Palermo.
Il caso più serio si è verificato a Licata, dove un giovane di 23 anni è rimasto ferito dalla deflagrazione di un petardo che gli ha provocato profonde lacerazioni e ustioni a entrambe le mani. Dopo le prime cure all’ospedale San Giacomo d’Altopasso, i medici hanno disposto il trasferimento a Palermo per interventi specialistici, nel tentativo di salvare la funzionalità degli arti.
A Messina si registrano quattro feriti, uno dei quali in condizioni più serie: un uomo di 37 anni, ricoverato al Policlinico con l’amputazione di due dita e una prognosi di 30 giorni. Gli altri tre hanno riportato lesioni meno gravi. Nonostante l’ordinanza comunale che vietava i botti, i vigili del fuoco sono intervenuti più volte per incendi, tra cui una catasta di legna in fiamme a Gravitelli e un’auto incendiata.
Nel complesso, però, la Sicilia risulta tra le regioni con il numero più basso di interventi legati ai festeggiamenti. Secondo i dati dei vigili del fuoco, nella notte di Capodanno in tutta Italia si sono registrati 770 interventi, in calo rispetto agli 882 dello scorso anno. L’Isola si ferma a 16 interventi, un dato nettamente inferiore rispetto a regioni come Emilia Romagna, Lombardia e Veneto.
Un bilancio che mostra un calo generale degli episodi critici, ma che non cancella la gravità dei singoli casi. Anche pochi botti, se maneggiati senza prudenza o in violazione delle regole, possono trasformare una notte di festa in una corsa contro il tempo tra pronto soccorso e sale operatorie.



