A fronte dell’istanza di archiviazione, il Tribunale di Caltanissetta ha disposto nuove indagini sulla cosiddetta “pista nera” dietro le stragi del ’92.
Si indaga ancora sui presunti mandanti esterni delle stragi di Capaci e via D’Amelio contro Falcone e Borsellino. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Caltanissetta, Graziella Luparello, ha disposto nuove indagini. La Procura ha sollecitato l’archiviazione, a cui si è opposto Salvatore Borsellino, fratello di Paolo. Il suo legale, l’avvocato Fabio Repici, sulla cosiddetta “pista nera”, ovvero l’eversione di destra, denuncia l’occultamento delle prove. Tra gli spunti d’indagine indicati dalla Luparello vi sono i colloqui investigativi risalenti al 2007, poco prima di morire, di Alberto Lo Cicero, già autista del boss palermitano, Mario Tullio Troia. Cicero fu ascoltato dalla Procura nazionale antimafia, dal pubblico ministero Gianfranco Donadio, appena riascoltato dal Tribunale di Caltanissetta, che attualmente processa per depistaggio Maria Romeo, compagna di Alberto Lo Cicero, e sorella di Domenico Romeo, autista di Stefano Delle Chiaie, fondatore di Avanguardia Nazionale. Durante tale processo i difensori hanno chiesto la trascrizione dei colloqui investigativi di Alberto Lo Cicero, ma il Tribunale si è opposto perché i colloqui investigativi non possono essere utilizzati in fase processuale. Lo Cicero e Romeo sono stati i primi a raccontare della presenza di Delle Chiaie in Sicilia nei giorni della strage di Capaci. I verbali depositati dall’avvocato Repici testimoniano come Borsellino fosse interessato alle dichiarazioni di Lo Cicero, che ha raccontato del coinvolgimento degli estremisti neri nelle stragi.



