Il gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle di Agrigento, tramite il coordinatore Gino Buscemi, interviene a consuntivo dell’anno di Agrigento Capitale italiana della cultura.
E afferma: “Con la chiusura ufficiale di Agrigento Capitale della Cultura 2025 si chiude anche una delle più grandi occasioni mancate nella storia recente della città. L’evento che avrebbe dovuto trasformare Agrigento, migliorarne i servizi e proiettarla nel futuro lascia invece solo degrado, sprechi e imbarazzo nazionale.
Strade dissestate, marciapiedi impraticabili, trasporti pubblici inefficienti, scarsa pulizia e illuminazione carente: nulla è cambiato. Anzi, in molti casi la situazione è peggiorata.
Gli esempi di cattiva gestione sono sotto gli occhi di tutti:
Il Teatro Pirandello, sede dell’inaugurazione alla presenza del Presidente della Repubblica, presentava gravi infiltrazioni dal tetto.
Il bitumaggio “d’urgenza” delle strade attraversate dal corteo presidenziale, costato 600.000 euro, ha coperto i tombini, poi cercati con metal detector. Un lavoro eseguito male e destinato a durare poco, secondo i tecnici.
La mancata ricezione di sponsorizzazioni a causa della pessima organizzazione e d’altrettanto pessima programmazione, il cui programma fu reso noto ad evento già iniziato, nel gennaio 2025.
A questi si aggiungono sprechi di denaro pubblico senza precedenti:
Festa del Mandorlo in Fiore 2025: circa 700.000 euro, contro i 385.000 del 2023.
Concerto de Il Volo: 1.200.000 euro di fondi pubblici, a fronte di enormi introiti pubblicitari per Mediaset, senza alcun investimento da parte dell’emittente.
Video mapping in piazza Marconi: 150.000 euro per una semplice proiezione, con l’inaccettabile comparsa di simboli nazisti.
“Silent Room”: una struttura in legno costata 158.000 euro, installata a luglio e smontata a metà settembre, già danneggiata dalle intemperie.
“Pinocchio” in Tetrapack (quello delle buste del latte): 70.000 euro.
Concerto diretto dal Maestro Muti: 650.000 euro, contro i 100.000 spesi per lo stesso evento a Lampedusa.
Capodanno con Noemi: 256.000 euro, a fronte dei 62.200 euro spesi dal Comune di Sciacca per il medesimo concerto.
Alle spese faraoniche non è seguito alcun investimento strutturale. Non sono state cantierate o definite le opere per “il miglioramento dello stato delle infrastrutture destinate alla fruizione logistica degli eventi e alla migliore recettività dei flussi da ospitare nell’arco temporale dell’iniziativa, con risultati da consolidare nella crescita e nello sviluppo del territorio”, nonostante fosse uno degli obiettivi dichiarati del programma.
Non a caso, molte attività non realizzate e diverse anomalie sono oggi all’attenzione della Corte dei Conti, che con deliberazione n. 218/2025/GEST ha evidenziato gravi criticità, ad oggi prive di risposte pubbliche.
Agrigento Capitale della Cultura 2025 doveva essere un punto di svolta. È stata invece l’ennesima dimostrazione di incapacità amministrativa, spreco di risorse pubbliche e totale assenza di visione.
A tutto questo si sommano ulteriori responsabilità politiche:
la perdita di 60 milioni di euro di fondi europei FESR, che avrebbero dovuto coinvolgere anche i comuni dell’Unione presentata con grande enfasi nel 2023;
la mancata richiesta di 5 milioni di euro del Ministero dell’Interno per la messa in sicurezza del territorio, delle strade e degli edifici scolastici;
la gestione discutibile di vicende come quella dei SUV e la distruzione della Villa del Sole.
I cittadini meritano risposte, trasparenza e assunzione di responsabilità. La giunta, sindaco in testa e questo consiglio comunale anziché darsi alla politica avrebbero potuto darsi all’ippica. Chissà? Forse avrebbero fatto meglio.”



